Di Luca Franceschi
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La crisi climatica non minaccia soltanto ambiente e salute: rischia di incidere ulteriormente al ribasso sulla già striminzita crescita economica italiana e di far aumentare il costo del debito pubblico italiano. È quanto emerge dalle dichiarazioni del senatore Pietro Lorefice del Movimento 5 Stelle, Segretario di Presidenza del Senato e Capogruppo M5S in Commissione Politiche dell’Unione europea.
Lo spread climatico, il nuovo indicatore elaborato in uno studio del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC) insieme a Deloitte Climate & Sustainability e allo European University Institute, mette in evidenza una realtà preoccupante: più un Paese è esposto a siccità, alluvioni, incendi e ondate di calore, meno cresce, maggiore è il rischio percepito dagli investitori e più alti saranno gli interessi richiesti per finanziare il debito.
Per l’Italia, tra i Paesi europei più vulnerabili dal punto di vista climatico, lo studio stima una perdita del Pil fino al 6% entro il 2050 negli scenari più severi. Si tratta di proiezioni che evidenziano come il cambiamento climatico non sia solo una questione ambientale, ma abbia profonde ripercussioni economiche e finanziarie.
Secondo il senatore Lorefice, questa è la prova che la transizione ecologica non rappresenta un costo, ma una scelta di responsabilità economica. Rinviare gli investimenti in prevenzione, adattamento climatico, difesa del suolo e sicurezza idrica significa scaricare sulle future generazioni un prezzo ancora più alto, sia in termini ambientali che economici.
