Di Luca Franceschi
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Secondo quanto evidenziato in una nota, l’inchiesta pubblicata oggi da “Il Tempo” solleva nuovi interrogativi sulla gestione della pandemia da parte degli apparati dello Stato. Sebbene sia comprensibile la necessità di operare in una situazione di emergenza, sorgono legittime domande riguardanti le scelte effettuate in materia di approvvigionamenti.
In particolare, vengono messi in discussione i motivi per cui si sia deciso di procedere all’acquisto di mascherine a un prezzo significativamente superiore rispetto al valore di mercato, con un esborso aggiuntivo pari a 900 milioni di euro. A ciò si aggiunge la questione dei circa 130 milioni di euro che risulterebbero mancanti dalle documentazioni contabili esaminate.
Le questioni sollevate riguardano anche la natura delle decisioni assunte: se cioè le scelte in materia di acquisizioni siano state operate in autonomia o se, al contrario, siano derivate da direttive provenienti da livelli superiori della pubblica amministrazione.
Un chiarimento delle modalità operative e delle responsabilità risulterebbe opportuno tanto per preservare la reputazione di chi ha condotto le operazioni, quanto per fornire ai cittadini italiani risposte appropriate rispetto a quanto accaduto durante la gestione dell’emergenza sanitaria.
Questo il contenuto della comunicazione diffusa da un esponente della commissione Covid presso il Senato della Repubblica.
