La Giunta provinciale ha approvato la rimodulazione del programma di sperimentazione gestionale del Centro Clinico NeMO (NeuroMuscular Omnicentre) Trento, ubicato presso l’Ospedale riabilitativo Villa Rosa di Pergine Valsugana. La decisione, su proposta dell’assessore alla salute Mario Tonina, autorizza la prosecuzione dell’attività attraverso la collaborazione tra l’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino e Fondazione Serena ETS. Il nuovo programma avrà durata triennale, con possibilità di proroga per ulteriori due anni e una valutazione periodica degli esiti clinici, organizzativi ed economici, al fine di valutarne un’eventuale stabilizzazione.
L’iniziativa rappresenta un’evoluzione significativa di un’esperienza consolidata che negli anni si è affermata come punto di riferimento nell’assistenza alle persone affette da malattie neuromuscolari. Oltre al mantenimento di un’elevata specializzazione clinica, il nuovo modello si propone di rafforzare la presa in carico complessiva della persona, integrando maggiormente il Centro con la rete dell’assistenza territoriale prevista dal DM 77, con le cure domiciliari, le Case della Comunità, gli Ospedali di Comunità, gli hospice e gli strumenti di telemedicina.
La rimodulazione valorizza il ruolo del Centro NeMO come nodo di riferimento provinciale per le malattie neuromuscolari, favorendo una più stretta collaborazione con i servizi territoriali, il volontariato e le associazioni dei pazienti, oltre che con l’Università di Trento per lo sviluppo della ricerca e la definizione di indicatori di qualità e appropriatezza delle cure. Tra gli obiettivi della nuova convenzione figurano il consolidamento delle attività di formazione dei professionisti, l’incremento della ricerca clinica, la partecipazione a studi multicentrici e la progressiva riduzione della mobilità sanitaria verso altre regioni.
Sul piano organizzativo viene confermata la dotazione complessiva di 18 posti letto, articolati in 14 posti letto di degenza ordinaria e 4 posti letto di day hospital. Una rimodulazione del setting assistenziale garantisce una maggiore appropriatezza dei ricoveri e una migliore risposta ai diversi bisogni riabilitativi delle persone con patologie neuromuscolari. La nuova articolazione comprende posti dedicati alla neuroriabilitazione di alta specializzazione, alla riabilitazione intensiva e alla riabilitazione estensiva/lungodegenza, mantenendo la flessibilità necessaria ad adeguare nel tempo l’organizzazione ai livelli di occupazione e all’evoluzione dei bisogni assistenziali.
Un elemento qualificante della nuova sperimentazione è il rafforzamento della continuità assistenziale, attraverso il collegamento con le Centrali Operative Territoriali (COT), i servizi di cure domiciliari e palliative, la riabilitazione territoriale, i servizi sociali e gli altri setting assistenziali. In questo modo, la presa in carico del paziente prosegue anche oltre il ricovero ospedaliero, garantendo un’assistenza sempre più personalizzata, multidisciplinare e orientata ai bisogni della persona lungo tutto il percorso di cura.

