Di Luca Franceschi
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Cavandoli (Lega): “La digitalizzazione come politica industriale: incentivare micro e piccole imprese”
Roma, 9 lug. – “La digitalizzazione non è più soltanto una questione tecnologica, ma costituisce una vera politica industriale. Oggi la competitività delle imprese passa dalla capacità di innovare, utilizzare i dati, integrare l’intelligenza artificiale e formare le competenze. Nel nostro Paese oltre il 94% delle imprese ha meno di 10 dipendenti: le micro e piccole imprese sono la struttura portante della nostra economia. Le misure di Transizione 4.0 e 5.0 hanno sostenuto gli investimenti delle imprese più strutturate, ma molte realtà più piccole continuano ad avere difficoltà ad accedervi e a innovare in maniera guidata per migliorare la propria attività. Servono strumenti semplici, procedure snelle e incentivi che accompagnino non solo l’acquisto di tecnologie, ma la loro effettiva introduzione nei processi produttivi. Il vero divario digitale oggi non riguarda solo i software, ma le competenze e la capacità di trasformare l’innovazione in produttività. Importante è la proposta di Assosoftware insieme alle altre associazioni rappresentative delle PMI di un aiuto statale che mette insieme investimenti, formazione e consulenza, con l’obiettivo di aiutare le imprese a innovare davvero e non soltanto sulla carta. Il Parlamento ha il compito di costruire condizioni favorevoli alla crescita. Sostenere la digitalizzazione delle piccole imprese significa rafforzare la competitività del sistema produttivo italiano, ridurre gli ostacoli burocratici, tutelare il lavoro e creare effetti positivi sul PIL affrontando con successo le sfide di un mercato in continua evoluzione”.
Lo dichiara la deputata della Lega Laura Cavandoli, intervenuta oggi alla Camera dei Deputati al convegno dedicato al Manifesto per l’Italia Digitale.
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Ufficio stampa Lega Camera
