Di Luca Franceschi
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Il governo ha deciso di bloccare il progetto del preridotto e dei forni elettrici per l’ex Ilva, una scelta che rappresenta un duro colpo per Taranto e l’ennesimo tradimento nei confronti dei cittadini e dei lavoratori del territorio. A denunciarlo è il senatore Mario Turco, Vicepresidente Delegato alla Politica Economica e fiscale del Movimento 5 Stelle.
Gli impianti in questione erano stati previsti come pilastro imprescindibile per avviare la riconversione industriale ed economica del territorio, con l’obiettivo di chiudere l’area a caldo e superare definitivamente l’era del carbone e del fossile. Cancellare questo intervento significa non solo bloccare la transizione ecologica e industriale, ma esporre il territorio al rischio concreto di uno scippo finanziario senza precedenti.
Particolarmente grave è la possibilità che un miliardo di euro, stanziato dal governo Conte II specificamente per la riconversione ambientale e lo sviluppo di Taranto, possa ora essere dirottato dall’esecutivo Meloni verso altre finalità nazionali. Questo priverebbe la comunità tarantina delle risorse vitali destinate alla tutela della salute e del lavoro.
Secondo Turco, siamo di fronte al totale fallimento della politica industriale dell’esecutivo, che continua a navigare a vista e a finanziare l’inquinamento, sacrificando il futuro di un’intera città sull’altare della finanza speculativa o delle emergenze di bilancio. Una politica oggi sempre più orientata a coprire la corsa alle spese militari.
Il Movimento 5 Stelle ha annunciato che in Parlamento adotterà ogni forma di opposizione a questo decreto e a questa scelta. L’impegno è quello di difendere in ogni sede i fondi destinati a Taranto, ribadendo un principio chiaro: il miliardo della riconversione non si tocca, la salute dei cittadini e il diritto a un lavoro pulito non sono merce di scambio.
