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VATICAN NEWS * «IL PARROCO DI CASTEL GANDOLFO: “DESIDERIAMO CHE IL PAPA VIVA QUI UN AUTENTICO RIPOSO”»

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18.20 - martedì 7 luglio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il nostro desiderio è che il Santo Padre stia bene qui a Castel Gandolfo, che possa riposare e realizzare ciò che lui stesso ha indicato come obiettivo del soggiorno: la preghiera, il riposo, la lettura e lo sport. È l’auspicio che esprime don Tadeusz Rozmus, SDB, parroco della parrocchia pontificia di San Tommaso da Villanova, in un’intervista con i media vaticani. Il sacerdote salesiano polacco racconta i primi giorni delle vacanze del Papa, ricordando il soggiorno dello scorso anno e descrivendo l’emozione degli abitanti per il ritorno del Pontefice al Palazzo Apostolico.

Anzitutto don Tadeusz si dice grato perché, nel primo saluto dal balcone del Palazzo Apostolico, Leone XIV ha rivolto un pensiero personale al parroco e alla comunità parrocchiale. Lui non se lo aspettava proprio: “Per me è stata una grandissima sorpresa. L’ho interpretata come un riconoscimento del valore della nostra parrocchia pontificia. Anche se le strutture vaticane presenti qui operano autonomamente, secondo il Diritto canonico la parrocchia e il suo parroco hanno un ruolo importante. È stato un gesto molto bello del Santo Padre verso tutta la nostra comunità”.

Secondo il parroco, il soggiorno di Papa Leone quest’anno ha un carattere diverso rispetto a quello dell’anno scorso. Il Papa aveva infatti già annunciato di voler trascorrere questo tempo estivo a Castel Gandolfo come autentico periodo di riposo. “Il Santo Padre ha detto chiaramente di essere venuto qui per pregare, riposare, dedicarsi alla lettura e all’attività sportiva. Noi non abbiamo particolari aspettative, vogliamo semplicemente che si trovi bene qui e che possa vivere serenamente questo tempo secondo i suoi desideri”. Lo stesso per i fedeli che attendono con gioia soprattutto gli appuntamenti dell’Angelus e gli altri possibili incontri anticipati dallo stesso Leone.

Don Tadeusz racconta anche i numerosi incontri avuti con il Papa durante le frequenti visite a Castel Gandolfo nel corso di quest’ultimo anno. Quasi ogni settimana Leone si è recato infatti a Villa Barberini il lunedì pomeriggio fino alla sera del martedì seguente, quando la sera, uscendo dalla residenza, si fermava a salutare i pellegrini radunati lì davanti o a parlare con i giornalisti. “Come parroco ho avuto la possibilità di scambiare con il Santo Padre alcune parole, trasmettergli alcune informazioni o semplicemente salutarlo. Sono stati momenti molto belli, nei quali si percepiva la sua vicinanza paterna. Spero che questa tradizione continui anche dopo la fine delle vacanze”, dice il salesiano.

Ripensando all’anno scorso, alla prima estate da Pontefice di Robert Francis Prevost, Rozmus ricorda con grande emozione la prima Messa celebrata il 13 luglio dello scorso anno proprio nella parrocchia di San Tommaso da Villanova. La piccola chiesa non era riuscita ad accogliere tutti i fedeli desiderosi di partecipare a quella celebrazione. Ciò che più è rimasto nel cuore del sacerdote è stato il momento in cui il Papa si è rivolto direttamente alla parrocchia consegnandole un dono speciale. “Ci ha donato un bellissimo calice liturgico. Ho avuto l’onore di riceverlo dalle sue mani a nome dell’intera comunità e l’ho ringraziato per questo gesto. Rimarrà uno dei momenti più importanti della mia vita sacerdotale”.

Sulla scia dei ricordi, don Tadeusz Rozmus spiega che un posto speciale nel cuore degli abitanti di Castel Gandolfo è occupato da Giovanni Paolo II. Il nome del santo Pontefice ritorna continuamente nei racconti dei parrocchiani: “Domenica ho visto persone con le lacrime agli occhi. Molti ricordavano la loro infanzia, quando i Papi venivano regolarmente a Castel Gandolfo. Si parlava molto di San Giovanni Paolo II. Gli abitanti dicono semplicemente: ‘Era il nostro Papa’. E quando lo ricordano si percepisce davvero la commozione. Il ritorno di Leone XIV fa rivivere quei ricordi e dà alla gente la sensazione che questa bella tradizione pontificia continui ancora”.

Le vacanze del Papa di quest’anno coincidono anche con un importante anniversario. Nel 2026 ricorrono infatti i 400 anni dall’inizio della tradizione dei soggiorni estivi dei Pontefici a Castel Gandolfo, avviata da Urbano VIII nel 1626. “Insieme alla Diocesi, alle autorità cittadine e alla parrocchia stiamo preparando le celebrazioni di questo anniversario. È un’occasione straordinaria – conclude don Tadeusz Rozmus – per ricordare quattro secoli di presenza dei Successori di Pietro a Castel Gandolfo e per sottolineare l’importanza di questo luogo nella storia della Chiesa”.

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