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GDF – GUARDIA DI FINANZA * «BERGAMO: SEQUESTRATA CLINICA ESTETICA ILLEGALE. UN’INDAGATA PER ESERCIZIO ABUSIVO DELLA PROFESSIONE»

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08.55 - martedì 7 luglio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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GUARDIA DI FINANZA
Comando Provinciale Bergamo

GDiF BERGAMO: SEQUESTRATA CLINICA ESTETICA ILLEGALE. UN’INDAGATA PER ESERCIZIO ABUSIVO DELLA PROFESSIONE.

Nell’ambito di un’attività investigativa condotta dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bergamo, sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica, è stata individuata una donna di nazionalità ucraina che effettuava abusivamente trattamenti di chirurgia estetica.

La professionista improvvisata operava all’interno di uno studio privato, in assenza di titolo e di qualsiasi autorizzazione sanitaria, allestito completamente in nero presso la propria abitazione, situata in provincia di Bergamo.

I principali trattamenti chirurgici che venivano eseguiti sui clienti erano blefaroplastica, filler labbra, rinofiller e iniezioni di tossina botulinica, tutti effettuati mediante sostanze la cui provenienza è ancora al vaglio degli inquirenti. I militari operanti hanno perquisito l’abitazione, scoprendo che un intero locale era stato trasformato in un vero e proprio centro estetico clandestino. L’ambiente è risultato del tutto carente dei minimi requisiti sanitari e igienici, oltre che privo dei requisiti certificativi e autorizzativi da parte dell’Azienda Sanitaria Locale.

All’interno di tale locale, immediatamente sottoposto a sequestro da parte delle Fiamme Gialle, erano presenti due lettini ambulatoriali, arredi tipici di un centro estetico, fiale di acido ialuronico, botulino, siringhe e aghi già utilizzati e ancora sporchi di sostanze organiche.

Rinvenuti anche numerosi medicinali recanti scritte in lingua ucraina e cinese, soluzioni cortisoniche e altro materiale ad alto rischio per la salute dei clienti. Nel corso della perquisizione sono stati inoltre scoperti e sequestrati circa 4.500,00 euro in contanti, ritenuti il presunto profitto illecito delle ultime prestazioni.

Le prestazioni eseguite, le cui relative tariffe erano esposte in un apposito listino prezzi, avevano un costo variabile tra i 200 e i 300 euro: cifre concorrenziali e inferiori rispetto a quelle applicate dai medici qualificati.

Gli interventi estetici venivano pubblicizzati tramite frequenti post sui più popolari social media, attirando così una vasta clientela.

All’indagata, che non risulta iscritta all’Albo dei medici, è stato contestato il reato di esercizio abusivo della professione medica. In Italia, infatti, per praticare la professione di medico estetico è obbligatorio aver conseguito una laurea in medicina e chirurgia e aver intrapreso un connesso percorso formativo specialistico.

Le indagini delle Fiamme Gialle adesso proseguono su più fronti: da un lato si scava per ricostruire la rete di eventuali ulteriori soggetti coinvolti e la filiera di provenienza delle sostanze utilizzate; dall’altro, gli accertamenti mirano a ricostruire il volume d’affari complessivo e calcolare l’illecito profitto realizzato, allo scopo di evidenziare i proventi che sono stati totalmente sottratti a tassazione.

L’attività in parola testimonia l’impegno del Corpo nel contrasto all’illegalità. In questo caso, la Guardia di Finanza ha adottato un approccio trasversale volto non solo a tutelare i cittadini da fenomeni potenzialmente nocivi alla salute pubblica, ma anche a rappresentare un insostituibile presidio di sicurezza economica e finanziaria a salvaguardia dell’economia legale e dei professionisti onesti.

Si evidenzia che il procedimento penale versa ancora nella fase delle indagini preliminari e che sussiste a favore dell’indagato la presunzione di non colpevolezza, fino all’eventuale sentenza di condanna definitiva.

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