(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il programma culturale diffuso tra Verona e Sondrio nell’ambito della Cultural Olympiad di Milano Cortina 2026 termina il suo viaggio a Verona dopo 30 attività dedicate alla comunità e ai giovani.
La legacy delle Olimpiadi e Paraolimpiadi 2026 a Verona passa anche attraverso il teatro, la danza e le piazze. Si è concluso, infatti, ufficialmente Il Sesto Cerchio, l’articolato programma di eventi artistico-culturali, attività educative e incontri che ha animato i territori della provincia di Sondrio e della città di Verona da ottobre 2025 a giugno 2026, in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026.
L’iniziativa, che rientra nell’ambito della Cultural Olympiad di Milano Cortina 2026, ha promosso i valori Olimpici valorizzando il dialogo tra arte, cultura e sport attraverso produzioni originali e debutti pensati per le comunità della Provincia di Sondrio e di Verona. Il bilancio finale registra a Verona un’adesione e un impatto sul territorio che conferma l’efficacia del progetto ideato dall’Associazione Culturale ZEBRA Impresa Sociale – produzione esecutiva – e dall’Associazione Culturale MITMACHER, sotto la direzione artistica di Chiara Frigo, Giovanna Scardoni, Nicoletta Scrivo e Stefano Scherini.
“Il Sesto Cerchio ha dimostrato in modo tangibile come la cultura possa essere un motore pervasivo e inclusivo, capace di abbattere i confini tradizionali e di abitare la città in ogni sua fibra, dal cuore del centro storico fino ai nostri quartieri. Abbiamo visto i teatri cittadini – sottolinea l’assessora alla Cultura, Marta Ugolini, confermarsi come spazi della sperimentazione e della partecipazione, come il Teatro Camploy nel quartiere di Veronetta e il Teatro Ristori in centro. La bellezza storica del Giardino Giusti e l’energia accademica del Polo di Santa Marta si sono unite alla dimensione della grande condivisione sportiva e sociale al Pala AGSM AIM. La cultura è scesa nelle strade e nelle piazze, ridisegnando la geografia urbana della socialità: dalle centralissime Piazza dei Signori e Piazzetta Pescheria, fino a piazza Santa Toscana a Veronetta, passando per il respiro naturalistico del lungadige Attiraglio e di Parco San Giacomo in Borgo Roma, per approdare infine a realtà di rigenerazione e creatività come Habitat 83 in via Mantovana. Questa è la vera legacy dei Giochi: un’eredità fatta di relazioni, accessibilità e vicinanza, che ha seminato bellezza in tutta Verona”.
Oltre 5.500 partecipanti a Verona: tra cittadini, visitatori e giovani, target chiave di tutte le attività educative e delle produzioni originali, grazie anche a 6 incontri dedicati interamente alle scuole.
30 attività e appuntamenti realizzati in 12 spazi diversi: una programmazione diffusa durata 9 mesi che ha incluso spettacoli in replica, performance partecipative di piazza, incontri, laboratori educativi e appuntamenti che hanno messo in relazione arte e sport.
Tutte queste attività sono state svolte al’interno di 5 cerchi tematici che hanno scandito il progetto e accompagnato il pubblico alla partecipazione nel pieno spirito dei valori olimpici, con oltre 130 artisti e professionisti coinvolti.
Opening, con spettacoli e performance collettive che coinvolgono il pubblico e valorizzano i territori, tra questi Antartide, Sci Clubbing e Go wild for life di Chiara Frigo, lo spettacolo teatrale Randagio con drammaturgia di Serena Marchi che ha visto anche delle repliche dedicate alle scuole e il dialogo tra arte e sport Sporty Telling con Stefano Bartezzaghi, Serena Marchi e Fulvio Valbusa a cura di Giovanna Scardoni.
Fiamma Olimpica, con il flash mob Gran Paradiso di Chiara Frigo e Silvia Gribaudi e la sua Nelken Line guidata da Marigia Maggipinto in collaborazione con le scuole del territorio, lungo il percorso ufficiale della torcia olimpica, per promuovere partecipazione e condivisione dei valori dello sport.
Femminile, dedicato a esperienze e prospettive femminili nello sport e nella società con il ciclo di incontri Igloo, un progetto artistico tra sport e cultura di Chiara Frigo che ha avuto come ospiti Giorgia Celli, Marigia Maggipinto, Sara Simeoni e Jone San Martin e il reading con musica Le ragazze dello sport – un’occasione anche per me di Giovanna Scardoni.
Le Paralimpiadi, che comprende eventi e progetti culturali sui temi di accessibilità ed inclusione nelle pratiche artistiche, performative e nello sport, come Tracce vive, una tavola rotonda sulla salute come processo relazionale e territoriale, una pratica Dance Well a cura di ARTE3 aps, la pratica performativa FLIPPER di Collettivo Elevator Bunker, l’accompagnamento di pubblici neuro divergenti e lo spettacolo Flamingo di Collettivo Elevator Bunker a Verona.
Opera, grande spettacolo di teatro musicale con giovani artisti provenienti da accademie e conservatori, Just Play It di Giovanna Scardoni al Teatro Ristori di Verona.
Tra le azioni trasversali The Next Champion: un bando per la realizzazione di manifesti indirizzato a giovani artiste e artisti e a studentesse e studenti under 35, sui temi Accessibilità, Inclusione, Parità di genere, Valori olimpici e dello sport.
La direzione artistica composta da Chiara Frigo, Giovanna Scardoni, Nicoletta Scrivo e Stefano Scherini al termine del progetto dichiara «Siamo grati al Comune di Verona e alla Provincia di Sondrio per avere creduto nel progetto Il Sesto Cerchio e a Fondazione Cariverona e Magis per il loro prezioso sostegno. Ci proponevamo di portare le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 nel cuore della gente attraverso l’arte e lo spettacolo, di aggiungere ai cinque cerchi il sesto, quello delle comunità. Da Settembre 2025 a Giugno 2026 abbiamo riempito teatri, piazze, auditorium, abbiamoportato i valori dello sport nelle vie delle città, nei corpi degli spettatori che sono diventati parte attiva delle nostre performance artistiche. Abbiamo lavorato cercando sempre la massima inclusione perché l’evento olimpico, grazie all’arte, potesse coinvolgere i cittadini e le cittadine di Verona e della Valtellina. Abbiamo lavorato alle nostre produzioni originali insieme a tanti giovani artisti, coinvolgendo i territori che ci hanno sostenuto in una preziosa sinergia. Un percorso che ha generato non solo risultati artistici significativi, ma anche comunità temporanee, occasioni di incontro, dialogo e nuove relazioni tra persone, luoghi e generazioni. Migliaia di giovani studentesse e studenti hanno preso parte ai nostri spettacoli, hanno avuto occasione di riflettere sui valori dell’agenda olimpica declinata secondo il linguaggio immediato della musica, della danza e del teatro. Abbiamo arricchito questi contenuti con incontri culturali alla presenza di relatori importanti di rilievo nazionale. Il Sesto Cerchio è entrato nelle città, nei piccoli paesi e periferie, ha offerto chiavi di lettura al pubblico sulle sfide globali che il mondo si trova ad affrontare, ha portato alla luce esempi di sportivi e sportive la cui tenacia è esempio e ispirazione per tutte e tutti. La risposta delle comunità è sempre stata entusiasta ed ha raccolto con passione le proposte artistiche che secondo il programma si sono succedute. Nel nostro percorso si sono unite a noi tante professionalità artistiche importanti, artiste ed artisti nazionali e internazionali che hanno arricchito le creazioni artistiche portando valore e qualità. È stata per noi quindi un’enorme soddisfazione restituire con l’arte per le comunità di Milano Cortina 2026 la fiducia che ci è stata accordata con Il Sesto Cerchio».
Il successo del progetto è il frutto di un’importante rete istituzionale e di collaborazioni. Il Sesto Cerchio è nato infatti in collaborazione con il Comune di Verona, il Comune di Sondrio, APF Valtellina e la Civica Scuola di Musica Danza e Teatro della Provincia di Sondrio, ed è stato realizzato grazie al fondamentale contributo della Provincia di Sondrio, della Fondazione Cariverona e di MAGIS.
Il Direttore Generale di Fondazione Cariverona, Filippo Manfredi sottolinea come “il valore di un grande evento, come le Olimpiadi, non si esaurisce nella sua dimensione spettacolare, ma risiede soprattutto nella capacità di generare attivazione, partecipazione e senso di comunità. È questo lo spirito con cui abbiamo sostenuto Il Sesto Cerchio: contribuire a trasformare un appuntamento straordinario in un’esperienza condivisa, capace di mettere in relazione persone, luoghi e realtà del territorio, alimentando consapevolezza, appartenenza e nuove energie. La vera eredità resta proprio qui: nella possibilità di rendere la comunità protagonista, non semplice spettatrice.”
“Siamo felici di aver sostenuto Il Sesto Cerchio, – aggiunge Federico Testa, presidente di Magis – un progetto che ha saputo coinvolgere migliaia di persone, trasformando cultura, sport e partecipazione in un’occasione concreta di crescita per la nostra comunità. Per Magis creare valore significa anche accompagnare iniziative come questa, capaci di lasciare un’eredità duratura nei territori in cui operiamo, rafforzando legami, promuovendo inclusione e favorendo nuove occasioni di incontro”.
Per la risonanza dell’iniziativa è stato importante il supporto dei partner di comunicazione: Valtellina Taste of Emotion, Visit Verona.it, Destination Verona & Garda Foundation e Pleiadi. Un ringraziamento speciale va infine alle realtà culturali e creative che hanno arricchito il percorso con competenze e luoghi di grande valore: Alice nella Città, Sharing Training Verona, Dance Well Verona, Rete Scuola e Territorio, Associazione Le Fate ETS, Centro Culturale 6 Maggio 1848, insieme agli spazi di Habitat 83 e del Giardino Giusti.
