Di Luca Franceschi
///
L’operazione “Medusa” condotta da Europol ha portato alla luce una realtà inquietante che ha dimensioni transnazionali: una rete di uomini provenienti da diversi continenti che attraverso internet si scambiano istruzioni su come drogare, violentare e filmare le proprie partner. Si tratta di uno scenario spaventoso e sconcertante che richiede un’azione decisa e coordinata a livello internazionale.
L’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci e la deputata Daniela Morfino, componente della commissione bicamerale sulla violenza di genere, hanno espresso gratitudine verso Europol per questa importante operazione investigativa. Le indagini dimostrano che la strada giusta per contrastare questi crimini è il rafforzamento della cooperazione internazionale e lo scambio costante di informazioni tra le autorità inquirenti e giudiziarie dei vari paesi.
I risultati dell’operazione sono significativi: decine di arresti in soli tre mesi, centinaia tra vittime e autori di violenza individuati, e molte donne fortunatamente salvate dalle grinfie dei loro persecutori. Questi dati evidenziano quanto sia forte in tutto il mondo la necessità non solo di fermare, ma anche di rieducare gli uomini maltrattanti che mettono in atto diverse forme di violenza fisica e psicologica.
Emerge con forza l’esigenza di inserire in modo stabile e capillare l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole di ogni ordine e grado. Questo tema deve diventare prioritario nelle agende politiche e istituzionali dei governi e dei parlamenti.
Nei prossimi giorni verranno presentate due interrogazioni, una al Parlamento Europeo e una alla Camera dei Deputati, per chiedere che la Commissione europea e il governo italiano si impegnino fino in fondo su questa questione. Alla Commissione Ue verrà chiesto di presentare una proposta legislativa affinché questi reati siano uniformi in tutti gli Stati europei, come prescrive la Convenzione di Istanbul.
La direttiva approvata nel 2024 rappresenta un’occasione mancata perché non contiene la definizione di stupro come reato europeo, come invece richiesto dal Movimento 5 Stelle. Non si può aspettare fino al 2032, quando è prevista la valutazione dell’impatto della direttiva.
Al governo italiano verrà richiesto di rafforzare gli strumenti investigativi e processuali per il contrasto delle violenze sessuali facilitate da sostanze, con particolare attenzione alle attività svolte attraverso piattaforme digitali, canali criptati e comunità online transnazionali.
Sono necessari anche protocolli operativi e iniziative di cooperazione internazionale finalizzati al monitoraggio delle piattaforme digitali, allo scambio tempestivo di informazioni con Europol ed Eurojust e all’individuazione preventiva di reti criminali dedite a questi gravissimi reati, anche al fine di prevenire ulteriori vittime.
