Di Luca Franceschi
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Salvatore Deidda, deputato di Fratelli d’Italia e Presidente della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati, interviene criticamente sulle dichiarazioni rilasciate dall’ex Ministro Francesco Boccia del Partito Democratico. Secondo Deidda, tali dichiarazioni risultano oggi inaccettabili, poiché provengono da chi ha preso decisioni durante il Governo Conte 2 che ancora oggi rimangono controverse. Il parlamentare sottolinea come il tempo non abbia cancellato la memoria dei sardi riguardo alle scelte adottate durante la prima estate della pandemia da Covid-19.
Deidda riporta nel dettaglio quanto accadde quando la Regione Sardegna presentò una richiesta ragionevole al Governo: l’utilizzo di un’applicazione quale passaporto sanitario per registrare i tamponi di chi partiva o arrivava dall’Isola. Il Ministro Boccia e l’esecutivo giallorosso dell’epoca risposero alzando un muro, considerando inammissibile limitare la libera circolazione dei cittadini italiani o introdurre un passaporto sanitario interno. La proposta venne non solo respinta, ma anche derisa e ostacolata da diversi esponenti della maggioranza e da amministratori locali del centrosinistra, tra cui il sindaco di Milano Beppe Sala.
Tuttavia, prosegue il deputato di FdI, gli sviluppi successivi hanno dimostrato l’incoerenza di queste posizioni iniziali. Dopo l’estate, gli stessi esponenti del centrosinistra della Lombardia e del Lazio marchiarono vergognosamente i sardi come untori, nonostante l’assenza di controlli preventivi che avrebbe potuto evitare la diffusione del virus nell’Isola.
La situazione si aggravò ulteriormente con l’introduzione del Green Pass nei mesi successivi. Questa misura rappresentò una vera discriminazione di Stato che limitava effettivamente e in modo punitivo la libera circolazione, in netto contrasto con le argomentazioni precedentemente utilizzate per respingere il passaporto sanitario sardo. Deidda evidenzia il paradosso raggiunto: cittadini sardi si trovavano costretti a compiere percorsi assurdi, come passare da Praga o Londra per raggiungere Roma partendo da Cagliari.
Il deputato conclude definendo questa gestione della pandemia come folle e caratterizzata da palesi contraddizioni, denunciando il tentativo di alcune forze politiche di sinistra di far dimenticare ai cittadini le responsabilità di allora.
