Di Luca Franceschi
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Il deputato del Movimento 5 Stelle Andrea Quartini, membro della Commissione Affari Sociali e Coordinatore del Comitato Salute e Inclusione Sociale del M5S, ha rilasciato una dura dichiarazione in merito alla gestione della Commissione d’inchiesta sul Covid e alle scelte politiche di Fratelli d’Italia durante la pandemia.
Secondo Quartini, durante l’emergenza sanitaria l’attuale maggioranza di governo ha assunto posizioni contraddittorie e incoerenti, oscillando tra indicazioni opposte e attaccando ripetutamente l’allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Il parlamentare pentastellato ha accusato Fratelli d’Italia di aver cavalcato un’onda antiscientifica, invitando a non rispettare le regole e facendo apertamente il tifo contro l’Italia.
Gli insulti e le offese senza alcun ritegno rappresentavano, secondo la ricostruzione del deputato, la linea seguita da chi allora era all’opposizione e oggi occupa le istituzioni. Questi stessi soggetti politici avrebbero ora messo in piedi quella che Quartini definisce una farsa di Commissione d’inchiesta, che nasconde in realtà un plotone di esecuzione contro il loro nemico numero uno.
Il parlamentare ha poi denunciato come sia stato negato il ruolo del disastro regionale nella gestione pandemica, sottraendolo all’inchiesta. Ma l’accusa più grave riguarda la decisione di concedere a un sostenitore della maggioranza un rimborso di ben cento milioni di euro dei contribuenti italiani, quasi come un premio per gli attacchi rivolti a chi ha gestito la pandemia.
Quartini ha sottolineato come non siano state fatte valutazioni di opportunità e come la questione sia stata nascosta per mesi. Il Movimento 5 Stelle ha però annunciato che si batterà per gli interessi dei cittadini nelle sedi opportune, come ha sempre fatto anche quando l’Italia, colta improvvisamente dalla pandemia come primo Stato occidentale, ha dimostrato una grande capacità resiliente.
Il deputato ha ricordato l’impegno quotidiano messo in campo durante l’emergenza, nonostante il dolore per le tante vittime. La sua conclusione è netta: la storia, un giorno, condannerà senza alcuna scusante né attenuante chi ha tenuto questi comportamenti durante la pandemia.
