Di Luca Franceschi
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Nei primi sei mesi del 2026 i ritardi accumulati dal sistema ferroviario italiano hanno raggiunto proporzioni impressionanti, equivalenti a sette anni e mezzo di disagi complessivi. Si tratta di ore e ore di vita quotidiana perse nelle stazioni, di appuntamenti rimasti inevasi, di turni di lavoro compromessi, di visite mediche rimandate e di studenti e pendolari costretti ogni giorno a convivere con l’incertezza sui tempi di arrivo. È tempo di vita che l’esecutivo continua a chiedere agli italiani di sacrificare senza fornire alcuna spiegazione credibile.
Il paradosso più evidente emerge dal contrasto tra le priorità governative e le esigenze reali dei cittadini. Mentre milioni di persone rimangono ogni mattina in dubbio sul fatto che arriveranno a destinazione e quando, Giorgia Meloni e la sua maggioranza concentrano le proprie energie sulla riforma della legge elettorale, sulla preservazione degli equilibri interni alla coalizione e sulla difesa dei propri seggi parlamentari. Il governo dedica attenzione al proprio futuro politico mentre il Paese attende semplicemente che i treni tornino a circolare con regolarità.
Il ministro Salvini dovrebbe fornire spiegazioni sulla ragione per cui il sistema ferroviario nazionale sia stato trasformato in una vera e propria lotteria quotidiana. Allo stesso modo, Meloni dovrebbe chiarire al Paese come sia possibile che, di fronte a un’emergenza concreta che impatta sulla vita reale dei cittadini, la priorità effettiva dell’amministrazione rimanga ancora una volta la propria sopravvivenza istituzionale piuttosto che il benessere collettivo.
Chi ogni mattina sale su un treno per recarsi al lavoro, frequentare l’università o accedere a cure mediche non nutre pretese straordinarie. Richiede semplicemente il ripristino della normalità nei servizi ferroviari. Dopo aver accumulato in soli sei mesi un arretrato equivalente a sette anni e mezzo di ritardi, è tempo che il governo abbandoni le preoccupazioni relative alla propria continuità politica e inizi finalmente a prendersi carico della vita quotidiana degli italiani.
