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ASSOCIAZIONE PIÙ DEMOCRAZIA IN TRENTINO * REFERENDUM SULLA MAGISTRATURA: «IL VALORE DELL’ASSENZA DI QUORUM E LA CENTRALITÀ DELL’INFORMAZIONE»

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17.23 - martedì 3 marzo 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“In vista del referendum costituzionale del 22-23 marzo sul governo della Magistratura, l’Associazione Più Democrazia in Trentino ritiene opportuno richiamare l’attenzione su alcuni aspetti di natura procedurale e sul profondo valore democratico di questa consultazione.

In questa fase l’associazione ha scelto di non assumere una posizione di merito rispetto alle opzioni referendarie, ritenendo prioritario contribuire alla qualità del dibattito pubblico e alla corretta informazione dei cittadini. Il referendum costituzionale previsto dall’art. 138 della Costituzione, non essendo soggetto a quorum di partecipazione, attribuisce a ogni voto espresso un’incidenza diretta sull’esito finale. Questa caratteristica non è un dettaglio tecnico: è la condizione che rende possibile un confronto autentico tra le ragioni del “Sì” e del “No”, disincentivando le strategie fondate sull’astensione e riportando il dibattito sul terreno degli argomenti.

L’esperienza dei referendum abrogativi dimostra infatti come la presenza di un quorum possa degenerare la dinamica democratica, trasformando il non voto in uno strumento politico e svilendo il principio di partecipazione sancito dall’art. 48 della Costituzione. L’assenza di soglie minime, al contrario, responsabilizza tutte le parti in campo e valorizza il voto come espressione consapevole di volontà popolare.

Come osservava Alexis de Tocqueville ne La democrazia in America, la partecipazione attiva alle decisioni politiche è lo strumento principale per elevare la coscienza civica del popolo. Il confronto che si sta sviluppando in queste settimane ne è una conferma: quando le regole del gioco premiano la partecipazione anziché l’inerzia, il corpo elettorale risponde con rinnovata consapevolezza.

Resta tuttavia una criticità strutturale che non può essere taciuta: il Parlamento italiano non ha mai disciplinato un sistema di informazione istituzionale neutrale e accessibile, capace di garantire agli elettori elementi di base sulla natura del quesito, sugli effetti della riforma e sulle diverse posizioni in campo. Questa lacuna incide sulla piena effettività del diritto di voto, che non può prescindere da condizioni adeguate di conoscenza.

L’associazione richiama inoltre i principi del Codice di Buona Condotta sui Referendum della Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa, che sconsiglia esplicitamente l’introduzione di quorum di partecipazione: tali soglie rischiano di equiparare l’elettore disinteressato a chi compie una scelta politica consapevole, alterando la sincerità del risultato.

Per queste ragioni, Più Democrazia in Trentino invita i cittadini a onorare il proprio ruolo di legislatori diretti, cogliendo l’occasione per un voto che sia espressione di un ragionato convincimento e non di un calcolo procedurale. E rivolge un appello ai legislatori statali e regionali affinché si avvii una riflessione seria sulla rimozione del quorum di partecipazione per tutte le tipologie di referendum: tale soglia, lungi dal rafforzare la legittimazione democratica, incentiva strategie di astensione e indebolisce uno degli strumenti fondamentali di democrazia diretta.”

Al presente comunicato viene allegata una nota tecnica di approfondimento relativa agli orientamenti della Commissione di Venezia.

Il comitato direttivo dell’associazione
Alex Marini, Paolo Minotto, Stefano Longano, Michela Lupi e Lorenzo Leoni

 

 

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