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REGIONE EMILIA-ROMAGNA * :«IL RIORDINO TERRITORIALE RAFFORZA GOVERNANCE E SERVIZI NEI COMUNI»

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17.21 - giovedì 2 luglio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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RIORDINO TERRITORIALE. LUOGO AL CAMBIAMENTO, NONA E ULTIMA TAPPA NEL TERRITORIO DI FORLÌ-CESENA DEL PERCORSO DELLA REGIONE PER RIDISEGNARE IL SISTEMA DEGLI ENTI LOCALI DELL’EMILIA-ROMAGNA: UN CONFRONTO CON TERRITORI E ISTITUZIONI PER RAFFORZARE GOVERNANCE, SERVIZI E COLLABORAZIONE TRA COMUNI. L’ASSESSORE BARUFFI: “MAGGIORE FORZA AI TERRITORI, A PARTIRE DAI CONTESTI PIÙ FRAGILI, E ALLA CAPACITÀ DI RISPOSTA AI BISOGNI DELLE CITTADINE, DEI CITTADINI E DELLE COMUNITÀ”

Presenti il sindaco di Forlì, Zattini, e il presidente della Provincia di Forlì-Cesena, Lattuca. Previsti uno spazio digitale dedicato e una campagna di comunicazione per favorire la partecipazione online di portatori di interesse, cittadine e cittadini

Bologna – Trenta Comuni, oltre 394mila abitanti, tre le Unioni a cui aderisce la totalità delle municipalità della provincia di Forlì-Cesena. Un sistema di enti locali che conta 2.534 dipendenti, l’8,3% del totale in regione, e una capacità di spesa pari a 528 milioni di euro, l’8,4% del totale regionale.

È da questa fotografia della capacità amministrativa negli Enti locali del territorio della provincia di Forlì-Cesena, caratterizzato da una ampia diffusione della gestione associata di funzioni e servizi, realtà da cui prosegue il percorso partecipato promosso dalla Regione per ripensare il funzionamento delle istituzioni locali, rafforzare la collaborazione tra enti, migliorare organizzazione e servizi, ridurre le differenze territoriali e costruire le nuove scelte attraverso il confronto.

Oggi pomeriggio alla Rocca delle Caminate di Meldola la nona e ultima tappa di ‘Luogo al cambiamento’, una serie di nove incontri territoriali, uno per provincia, previsti dalla Regione per costruire insieme a Comuni, Province, Unioni e Città metropolitana di Bologna la riforma del riordino territoriale regionale: un processo partecipato che punta a rafforzare il modo in cui gli enti, a tutti i livelli, programmano e lavorano insieme, migliorando al tempo stesso la capacità amministrativa, la gestione delle risorse e l’organizzazione dei servizi offerti a cittadine e cittadini sui diversi territori.

Ad aprire i lavori, l’assessore regionale alla Programmazione strategica e attuazione del Programma, Davide Baruffi, con il sindaco del Comune di Forlì, Gian Luca Zattini, e il presidente della Provincia di Forlì-Cesena, Enzo Lattuca.

Il territorio della provincia di Forlì-Cesena è caratterizzato da una forte presenza di Comuni piccoli: il 50% è infatti al di sotto dei 5 mila abitanti. Se escludiamo Forlì e Cesena, che hanno oltre 500 dipendenti, 14 Comuni su 30 hanno meno di 25 unità di personale. I Comuni del territorio della provincia di Forlì-Cesena sono tutti associati in Unione, escludendo la città di Forlì, e hanno una propensione alla collaborazione nella gestione di funzioni e attività con altri Comuni e con la Provincia area disomogenea. Le Unioni gestiscono mediamente 7,3 funzioni sulle 13 finanziate dal Piano regionale territoriale (Prt): 11 funzioni gestite dall’Unione dei Comuni Rubicone Mare, 6 funzioni dall’Unione della Romagna Forlivese e 5 funzioni dall’Unione Valle del savio. Peculiare la presenza di un capoluogo, la città di Cesena, nell’Unione Valle del Savio con la quale collabora attivamente per supportare i territori più fragili. La Provincia svolge alcune funzioni specialistiche ed attività di coordinamento per il territorio.

“I Comuni del territorio di Forlì-Cesena hanno una propensione non omogenea a collaborare tra loro e con la Provincia nella gestione di funzioni, attività e servizi con altri Comuni e con la Provincia stessa- sottolinea l’assessore Baruffi-. Questo aspetto rappresenta un punto di partenza per migliorare le sinergie e costruire un’Emilia-Romagna istituzionalmente più forte ed efficiente ma allo stesso tempo sempre più vicina alle cittadine e ai cittadini, capace di rispondere ai cambiamenti sociali ed economici e di accompagnare lo sviluppo dei territori. Insieme alle autonomie locali vogliamo costruire un percorso condiviso che ci permetta di rafforzare la capacità della programmazione complessiva e quella amministrativa degli enti (a partire da quelli più fragili e periferici), migliorare la qualità dei servizi e ridurre i divari territoriali. Il coinvolgimento diretto di Comuni, Province, Unioni e Città metropolitana di Bologna è indispensabile per tradurre questi obiettivi in scelte concrete e sostenibili per tutto il territorio regionale”.

“Questa è una riforma molto stimolante, che apre le porte alla volontà di riscoprire le Provincie nella loro interezza e capacità di essere il vero punto di riferimento dei nostri Comuni- ha spiegato Zattini-. Credo che questa sia la priorità; ridare a questi enti quella centralità, quelle risorse e funzionalità che hanno perso con la Riforma Delrio. Siamo convinti che il percorso intrapreso dalla Regione Emilia Romagna sia davvero importante, perché c’è bisogno di intensificare la collaborazione a sostegno soprattutto delle piccole realtà locali che oggi, a differenza dei grandi Comuni capoluogo, fanno fatica a sostenere in maniera autonoma situazioni di emergenza ma anche politiche e programmazioni di lungo periodo. Il nostro, peraltro, è un territorio che ha già dato prova di ottima collaborazione. Con Romagna Next, abbiamo fatto dialogare per la prima volta in maniera concreta e con un forte approccio strategico i grandi centri urbani di Rimini, Ravenna, Cesena, Faenza e Forlì. È anche in virtù di questa esperienza, che ha generato ricchezza e rafforzato la coesione territoriale, che riteniamo che le grandi sfide strategiche dei prossimi anni non possano che essere affrontate insieme, attraverso un prezioso gioco di squadra tra Regione, Province, Unioni e Comuni”.

“Siamo soddisfatti che la Regione abbia deciso di farsi carico di questo confronto e di promuovere un percorso di riforma dell’assetto territoriale, di cui si avverte l’esigenza dopo quindici anni – ha detto Lattuca-. È il momento di fare un bilancio, guardare al futuro e prendere atto dei risultati raggiunti e delle criticità emerse. È evidente che serve una maggiore coesione territoriale soprattutto in relazione ai territori più piccoli. È necessario, per esempio, rafforzare la capacità amministrativa dei piccoli enti. Lo abbiamo visto chiaramente durante la ricostruzione dopo l’alluvione e le frane: molti Comuni, da soli, non erano nelle condizioni di affrontare una sfida di quella portata. Occorre dunque individuare soluzioni efficaci, consapevoli che non possono essere identiche in tutte le province dell’Emilia-Romagna. In questo senso, la Provincia può svolgere un ruolo fondamentale, diventando il luogo della sintesi, del confronto e del coordinamento tra i territori”.

Il percorso

Il percorso di riordino territoriale promosso dalla Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con Anci, Upi, Uncem e Città metropolitana di Bologna, è stato avviato dal ‘Documento di indirizzo per il riordino territoriale’, approvato dalla Giunta regionale lo scorso 20 aprile, che ha aperto la fase di confronto e partecipazione con i territori.

Insieme a Province, Comuni e Unioni di Comuni, Comunità montane e Città metropolitana di Bologna, la Regione, attraverso un percorso partecipato fondato sul confronto e sulla collaborazione tra i diversi livelli istituzionali, punta a costruire una riforma del sistema territoriale dell’Emilia-Romagna. L’obiettivo è rafforzare il modo in cui gli Enti a tutti i livelli (Comuni, Unioni di Comuni, Province, Città metropolitana e Regione) programmano e lavorano insieme (governance multilivello) migliorando al tempo stesso la loro capacità di organizzarsi, gestire risorse e offrire servizi (capacità amministrativa).

Maggiori informazioni sul sito Partecipazione al link: https://partecipazione.regione.emilia-romagna.it/piani-programmi-progetti/piano-di-riordino-territoriale

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