Di Luca Franceschi
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Il governo ha deciso di rinunciare all’appello nel processo contro JC Electronics, optando per una transazione da oltre 100 milioni di euro con la società dell’ingegner Bianchi per chiudere la questione. Lo ha dichiarato oggi al Senato il ministro Schillaci, sollevando pesanti critiche da parte dell’opposizione.
La vicenda trae origine da una sentenza di primo grado che aveva condannato i cittadini italiani al pagamento di oltre 200 milioni di euro. In seguito a quella decisione, erano state richieste ripetutamente al governo informazioni sull’andamento del procedimento d’appello, poiché erano emerse informazioni cruciali che avrebbero potuto ribaltare quella sentenza e far risparmiare oltre 200 milioni al Paese.
Le richieste di aggiornamento sono rimaste senza risposta e ora emerge che l’accordo è stato firmato addirittura lo scorso ottobre. Anziché schierarsi dalla parte dello Stato e dei cittadini, il governo ha preferito trovare un accordo economico, finendo per riconoscere un pagamento a un imprenditore che ha fatto causa allo Stato.
La questione assume contorni ancora più delicati considerando che si tratta di una società che in passato ha finanziato Fratelli d’Italia e di una persona che è stata più volte ospite delle iniziative del partito della premier. In sostanza, secondo le accuse, il governo starebbe destinando denaro pubblico a soggetti vicini all’ambiente politico della maggioranza.
La responsabilità politica viene attribuita direttamente a Palazzo Chigi, con l’accusa che la premier possa nascondersi dietro al ministro della Salute pur avendo di fatto guidato la vicenda. Per questo motivo viene richiesto un chiarimento immediato da parte della presidente del Consiglio.
L’opposizione annuncia che non lascerà chiudere così la vicenda, dichiarando l’intenzione di difendere gli interessi degli italiani attraverso la presentazione di un esposto alla Corte dei Conti per danno erariale e valutando anche un esposto in Procura.
