Di Luca Franceschi
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Anche questa mattina sono arrivate segnalazioni apocalittiche dai passeggeri costretti al solito calvario sui treni italiani. Ritardi, disagi, climatizzazione spesso guasta, carenza di informazioni nelle stazioni e consueto caos caratterizzano la quotidianità del trasporto ferroviario nel nostro Paese.
È brutto dover ripetere da un triennio le stesse cose: gli italiani sono costretti a buttare all’aria intere giornate di lavoro, mentre i turisti bruciano giorni di vacanza per i quali hanno pagato profumatamente.
La tiritera dei 1300 cantieri, che il Ministro Salvini ripete quotidianamente, non regge più. Quando in un anno i treni del nostro paese accumulano 676 giorni di ritardo complessivi, come è accaduto nel 2025, significa che la pianificazione di quei cantieri è stata un fiasco. Oppure che non è stata proprio fatta.
In tema di trasporto ferroviario l’Italia sta diventando uno zimbello internazionale: deve intervenire la Premier Giorgia Meloni. Anche perché qualcuno dovrà spiegare agli italiani per quanti anni ancora durerà questo supplizio.
Salvini al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti si è dimostrato una catastrofe: forse invece di sostituire l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato sarebbe stata più opportuna una riflessione sulla squadra di governo.
È quanto ha dichiarato in una nota Gabriella Di Girolamo, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Commissione Trasporti e Lavori Pubblici del Senato.
