Di Luca Franceschi
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Antonio Caso, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Commissione Cultura alla Camera, ha espresso forti critiche nei confronti del decreto firmato dal ministro Valditara che prevede un contributo fino a 1.500 euro per le famiglie che iscrivono i propri figli a una scuola paritaria.
Secondo il rappresentante pentastellato, il ministro presenta questa misura come una conquista della libertà educativa, ma in realtà si tratta di una disposizione che crea una evidente disparità di trattamento tra famiglie che si trovano nelle stesse condizioni economiche.
Il problema centrale evidenziato da Caso riguarda il fatto che una famiglia con lo stesso ISEE che sceglie la scuola statale non riceverà alcun sostegno, nonostante debba comunque affrontare numerose spese come il caro libri, i trasporti, la mensa, i materiali e tutte le altre spese scolastiche. Per questo motivo, secondo il deputato del M5S, non si può parlare di vera libertà di scelta, ma piuttosto di un sostegno pubblico riservato esclusivamente a una sola categoria di famiglie.
Caso ha poi fornito alcuni dati significativi sull’evoluzione dei finanziamenti alle scuole paritarie dall’insediamento del Governo Meloni. I finanziamenti annuali destinati a queste scuole sono aumentati di oltre 200 milioni di euro. A queste risorse si aggiungono ora ulteriori 20 milioni destinati al nuovo bonus. Una situazione che fa emergere, secondo il capogruppo pentastellato, una chiara contraddizione da parte della destra, contraria ai bonus solo quando non servono a finanziare le proprie priorità politiche.
Il rappresentante del Movimento 5 Stelle ha tenuto a precisare che la critica non è rivolta alle famiglie che scelgono una scuola paritaria. La contestazione riguarda invece un Governo che continua a privilegiare gli istituti privati mentre la scuola statale si trova ad affrontare problemi gravissimi come le carenze di personale, il precariato diffuso, le classi sovraffollate, i tagli ai finanziamenti e costi sempre più pesanti per le famiglie.
La posizione del Movimento 5 Stelle è chiara: gli aiuti contro il caro scuola devono essere destinati a tutte le famiglie sulla base del reddito, non in funzione del tipo di scuola frequentata. Il principio che deve guidare l’azione del Governo, secondo Caso, è semplice e inequivocabile: stesso reddito deve significare stessi diritti per tutti i cittadini, indipendentemente dalle scelte educative.
