(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Esiste un confine tra il ruolo istituzionale e la promozione dell’immagine personale di un politico? In altre parole, quando il ruolo di sindaco si trasforma in quello di un candidato in campagna elettorale permanente?
È questo, in sostanza, il senso dell’interrogazione che abbiamo rivolto al sindaco Franco Ianeselli in Consiglio comunale.
Abbiamo infatti appreso che i video del sindaco vengono realizzati da dipendenti comunali, ma non vengono pubblicati sui canali ufficiali del Comune: finiscono invece sulla sua pagina personale. Una scelta che solleva più di una perplessità.
La spiegazione fornita dal sindaco non ci convince. In aula, Ianeselli ha sostenuto che la presenza della spunta blu sarebbe sufficiente a qualificare la sua pagina personale come strumento di interesse pubblico. Riteniamo perfino superfluo ricordare che questa interpretazione non è accettabile.
Dal nostro punto di vista, la questione non riguarda tanto la legittimità formale e giuridica della scelta, quanto la sua opportunità politica. Si tratta infatti di una modalità comunicativa che alimenta costantemente una narrazione dai toni celebrativi dell’operato della Giunta, utilizzando risorse dell’Ente per contenuti destinati a un canale personale.
Canale che, indipendentemente da chi sia a realizzare tutti i singoli contenuti, evidenzia un certo culto della personalità. Dal sindaco che si tuffa in piscina a quello che sale sull’autobus, passando per comunicazioni di servizio date sempre con toni informali, quando finisce l’istituzione e quando inizia la propaganda?
Per questo poniamo un’ulteriore domanda: quanto costa alle casse comunali questo tipo di comunicazione? E quanta è la differenza con le spese sostenute dal sindaco precedente, Alessandro Andreatta? Per questo abbiamo presentato l’ interrogazione allegata.
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Giulia Bortolotti
Alessia Tarter


