(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Carcere Trento: Radicali, “Perché un ottantenne è ancora in carcere?”
“Nel carcere di Trento è detenuta una persona nata nel 1946. Ci chiediamo come un ottantenne possa ancora essere considerato socialmente pericoloso e, soprattutto, perché non sia stato possibile individuare una misura alternativa alla detenzione” – dichiarano Filippo Blengino, Segretario di Radicali Italiani, e Paolo Binda di Radicali Trento, al termine della visita effettuata oggi nell’istituto -. “Dopo il suicidio della giovane detenuta di ventun anni – proseguono Blengino e Binda – appare ancora più evidente la gravità del disagio psichiatrico presente all’interno del carcere.
A questo si aggiunge il problema del lavoro: al di là di alcuni progetti positivi in fase di avvio, la grande maggioranza dei detenuti svolge esclusivamente mansioni alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria con turnazioni che consentono di lavorare appena tre mesi all’anno. È difficile parlare di reinserimento sociale quando il carcere offre così poche opportunità di formazione e di lavoro” – concludono.
