Di Luca Franceschi
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La deputata del Movimento 5 Stelle Emma Pavanelli ha lanciato un forte richiamo al Governo, accusandolo di avere un approccio limitato rispetto alla transizione energetica. Secondo la parlamentare, l’esecutivo non solo manca di sostenere con decisione lo sviluppo delle energie rinnovabili e le straordinarie opportunità che queste offrono a famiglie, imprese e comunità energetiche, ma trascura anche la possibilità di dare vita a nuove filiere industriali capaci di generare crescita economica, posti di lavoro qualificati e una maggiore indipendenza strategica per l’Italia.
Per sollecitare un intervento concreto, Pavanelli ha presentato un’interrogazione parlamentare rivolta ai Ministri dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e delle Imprese e del Made in Italy. L’obiettivo è conoscere quali misure il Governo intenda mettere in campo per costruire una filiera nazionale dedicata al recupero e al riciclo avanzato dei pannelli fotovoltaici che hanno concluso il loro ciclo operativo.
La deputata ha sottolineato che nei prossimi anni si troveranno ad affrontare la dismissione migliaia di tonnellate di moduli fotovoltaici, installati prevalentemente nel periodo compreso tra il 2010 e il 2013. Questi dispositivi non possono essere semplicemente considerati come rifiuti da eliminare. All’interno dei pannelli sono infatti contenute materie prime di grande rilevanza strategica e critica, tra cui silicio, argento, rame, alluminio e vetro, risorse di notevole valore che attualmente l’Europa importa in larga misura da altri continenti.
Secondo Pavanelli, il recupero di questi materiali può trasformarsi in uno degli elementi portanti della politica industriale italiana. Tale processo permetterebbe di consolidare la sicurezza degli approvvigionamenti, diminuire la dipendenza dai fornitori esteri e creare una filiera nazionale caratterizzata da elevato contenuto tecnologico, in grado di attrarre investimenti, stimolare l’innovazione e generare nuova occupazione.
Tra le richieste avanzate nell’interrogazione figurano incentivi economici e fiscali, strumenti di finanza agevolata, semplificazioni nelle procedure autorizzative, sostegno alla ricerca industriale e formazione di personale altamente specializzato. La parlamentare ha inoltre chiesto l’elaborazione di una vera e propria strategia nazionale dedicata specificamente alla gestione del fine vita dei moduli fotovoltaici.
La deputata ha precisato che non si tratta soltanto di una questione legata alla protezione dell’ambiente. Si configura invece come una grande opportunità di politica industriale. Chi decide di investire oggi nel riciclo avanzato dei pannelli fotovoltaici sta investendo nella competitività dell’Italia per i decenni a venire.
Pavanelli ha concluso avvertendo che continuare a ignorare questa prospettiva significa rinunciare a un’occasione straordinaria di sviluppo economico, innovazione e creazione di posti di lavoro, proprio nel momento in cui altri Paesi europei stanno accelerando sui processi di valorizzazione delle materie prime critiche e sull’economia circolare.
