Di Luca Franceschi
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Chi si annida dietro uno schermo per offendere e denigrare il prossimo merita soltanto compassione. Tuttavia, quando l’odio e il disprezzo si rivolgono specificamente verso chi sta attraversando un momento di sofferenza, il limite della decenza viene oltrepassato completamente. Per questa ragione, i messaggi pubblicati sui social network indirizzati al ministro Roccella, che sta affrontando ore di grande angoscia e preoccupazione a causa della scomparsa del marito, e parimenti quelli rivolti al sindaco Adriana Poli Bortone in seguito al furto subito, risultano assolutamente inaccettabili.
È giunto il momento di avviare una trasformazione culturale sostanziale, che contrasti decisamente la tendenza dell’odio che dilaga sulle piattaforme social. Il diritto di manifestare le proprie opinioni non può mai convertirsi in una tolleranza nei confronti dell’insulto, della derisione o dello sfruttamento della tragedia personale altrui. Occorrono maggiore consapevolezza delle proprie responsabilità, più considerazione verso gli altri e una riprovazione ferma e senza tentennamenti rispetto a tutte le espressioni di violenza linguistica che contaminano il discorso pubblico.
Questa la posizione espressa dal deputato salentino di Fratelli d’Italia Saverio Congedo, che invita a riflettere sul problema della comunicazione online e sulla necessità di instaurare norme di convivenza civile più rigorose nel dibattito digitale.
