Di Luca Franceschi
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Il Senato della Repubblica ha approvato ieri in via definitiva il Decreto “Salario Giusto”, un risultato che rappresenta una svolta concreta nella tutela dei lavoratori e nella promozione dell’occupazione di qualità secondo il centrodestra di governo. Al centro del provvedimento si trova l’introduzione del salario giusto, che non si configura come una soglia oraria uniforme imposta per decreto, come invece rivendicano le opposizioni, bensì come il riconoscimento del Trattamento Economico Complessivo (TEC) definito dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.
Questo approccio garantisce ai lavoratori italiani una duplice protezione. In primo luogo, il salario non subirà l’effetto dell’appiattimento sulla soglia minima, fenomeno che si verifica in tutti i paesi che hanno introdotto per legge un salario minimo orario. In secondo luogo, l’inclusione nel TEC di tutte le componenti retributive, dalle voci fisse alle mensilità aggiuntive, dalle indennità al welfare contrattuale, assicurerà una retribuzione reale, dignitosa e coerente con la realtà produttiva del Paese.
Il Decreto si inserisce in un progetto più ampio di sostegno del lavoro che il Governo Meloni ha costruito nel corso del tempo a partire dal Decreto Lavoro n. 48 del 2023. Non si tratta pertanto di un intervento occasionale né di una semplice contrapposizione al salario minimo tanto invocato dalle opposizioni, che durante vent’anni di governi di centrosinistra non hanno mai provveduto ad approvare.
Il salario giusto rappresenta parte integrante di una visione concreta del Governo Meloni, in cui il lavoro costituisce il fulcro di un sistema valoriale orientato costituzionalmente sul principio per cui “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”. Il Governo Meloni fa propria questa concezione e la attua rafforzando la contrattazione collettiva, poiché, secondo quanto previsto nel decreto, soltanto i contratti firmati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative possono essere utilizzati come riferimento per l’accesso agli incentivi previsti dal decreto.
Quattro anni fa è stato ereditato un mercato del lavoro in difficoltà; oggi è possibile rivendicare il risultato di oltre un milione di nuovi posti di lavoro, la riduzione dei contratti precari e della disoccupazione giovanile e femminile, e ora una legge che pone un freno ai contratti pirata e al dumping salariale. Questo è quanto dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Gianni Rosa.
