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M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «UNIVERSITÀ, CASO (M5S): PNRR, STUDENTATI PIÙ CARI DEL MERCATO, DIRITTO STUDIO TRASFORMATO IN BUSINESS»

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12.30 - martedì 23 giugno 2026

Di Luca Franceschi
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Gli studentati finanziati con fondi pubblici presentano un grave paradosso: in 17 regioni su 19 costano più di una normale stanza sul mercato. È quanto emerge dall’inchiesta realizzata da Chora Media e Will Media sui primi 30.000 posti letto previsti dal PNRR.

I numeri che emergono dall’indagine sono impressionanti. Confrontando le tariffe con quelle del mercato ordinario, gli studentati risultano più cari del 50 per cento in Puglia, del 71 per cento nelle Marche e dell’88 per cento in Calabria. In Sicilia i costi sarebbero addirittura doppi, mentre in Basilicata raggiungerebbero cifre due volte e mezzo superiori. Si arriva a pagare 722 euro al mese a L’Aquila e 705 euro a Potenza. Definire questi canoni come calmierati appare una vera e propria beffa.

Il problema non può essere giustificato sostenendo che gli studentati offrano servizi aggiuntivi. Quando lo Stato riconosce quasi 20.000 euro di contributo pubblico per ogni posto letto, l’obiettivo primario deve essere quello di ridurre concretamente la spesa sostenuta dagli studenti e dalle loro famiglie, non finanziare strutture di fascia alta che restano inaccessibili alla maggioranza degli universitari.

A questa situazione si aggiunge una distribuzione territoriale che sembra non rispondere al reale fabbisogno. L’inchiesta evidenzia come siano stati previsti 571 posti a Cassino, città che conta circa 8.000 studenti, contro appena 534 posti nell’intera città metropolitana di Bologna, dove gli universitari sono circa 90.000.

Il Movimento 5 Stelle, insieme all’associazione studentesca UDU, aveva denunciato questo rischio fin dall’inizio e aveva proposto modifiche alla normativa, senza però essere ascoltato. Ora, prima di assegnare i 599 milioni della quota PNRR rimodulata e affidata a Cassa depositi e prestiti, diventa necessario correggere i criteri tariffari e territoriali.

I fondi destinati al diritto allo studio non possono trasformarsi in un’occasione di rendita immobiliare. Per questo motivo viene richiesto alla Ministra Bernini di riferire in aula sulla questione.

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