Di Luca Franceschi
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Il senatore Luigi Nave del Movimento 5 Stelle, componente della commissione Trasporti, ha rilasciato una dura dichiarazione in merito ai disservizi ferroviari che hanno paralizzato l’Italia nella giornata di ieri.
“Oltre al danno, per i pendolari e i passeggeri dell’Alta Velocità che stamane aprono i giornali c’è anche la beffa di dover leggere di un Salvini irritato sulle prime pagine”, ha affermato Nave.
La giornata di ieri ha fotografato tutto il collasso del servizio ferroviario nazionale: ritardi nell’ordine di 200 o 300 minuti, cancellazioni, mancanza di informazioni nelle stazioni, treni fermi in aperta campagna sotto il solleone.
Una tragedia per lavoratori e studenti italiani e una figuraccia internazionale di fronte ai turisti stranieri.
Per questo quel “Salvini irritato” non si può sentire: se nel governo Meloni non fosse chiaro, il prurito dei passeggeri italiani dura da tre anni.
D’accordo, ci sono molti cantieri aperti. Ma proprio per questo, un ministro dei Trasporti serio in questi tre anni avrebbe dovuto lavorare pancia a terra per mitigare i disservizi del trasporto ferroviario.
Salvini invece ha preferito ipotecare il suo ministero sul delirio del ponte sullo Stretto, sbagliando completamente l’iter procedurale.
Poi ha preferito occuparsi, ma solo a chiacchiere, di migranti, di casi di cronaca nera, di nucleare, di Trump. E di portare l’acqua con le orecchie a Vannacci.
Del disastro dei treni italiani, a parte qualche commento a favore di telecamera qua e là, si è sempre disinteressato. E questi sono i risultati.
Ora non può pensare di fare l’irritato e di mettersi dalla stessa parte di un malcapitato pendolare. Dovrebbe semmai chiedergli scusa.
