Di Luca Franceschi
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Il Governo Meloni sta mettendo in scena un pessimo teatrino sulla pelle delle cittadine e dei cittadini, sabotando scientemente i fondi del PNRR destinati alla Missione salute. La destra dimostra una totale subalternità agli interessi corporativi e privati, portando avanti il preciso disegno di smantellamento e privatizzazione del Servizio Sanitario Nazionale.
Come Rifondazione Comunista, si denuncia l’immobilismo del Governo sulla riforma dell’assistenza territoriale che dà prova di grave irresponsabilità politica. Non si può più attendere inutili atti di indirizzo mentre le Case della Comunità rimangono scatole vuote per mancanza di personale e visione.
Per salvare la sanità pubblica e costruire una vera medicina di prossimità incentrata sui bisogni reali delle persone, servono scelte coraggiose e strutturali. La precarietà e la frammentazione devono essere eliminate attraverso una trasformazione del rapporto di lavoro di medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, inserendoli finalmente come dipendenti del SSN.
È necessario porre fine al sistema dei convenzionati superando l’attuale modello frammentato per integrare i medici in équipe multi-professionali e stabili nelle Case della Comunità.
La formazione deve essere universitaria e pubblica: è indispensabile istituire immediatamente la scuola di specializzazione universitaria in medicina generale, di comunità e cure primarie, equiparandola a tutte le altre specialità mediche.
Un piano straordinario di assunzioni rappresenta un’esigenza imprescindibile: finanziare adeguatamente il SSN per assumere e valorizzare il personale sanitario, rendendo operativi gli ospedali e i distretti socio-sanitari.
Il diritto alla salute non è una merce e non può essere lasciato alle regole del profitto. Il Parlamento deve aprire subito una discussione seria. La privatizzazione della sanità pubblica va fermata e l’articolo 32 della Costituzione rimane la bussola da seguire.
