Di Luca Franceschi
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Berlusconi, Mazzetti (FI): “Intuizioni e idee ancora attuali. Un’eredità politica indelebile che tutti devono coltivare”
“L’eredità di Silvio Berlusconi va saputa comprendere e valorizzare. Al di là di alcuni giudizi contrari, rispettabili pur nella differenza, Silvio Berlusconi ha concretizzato l’idea di un Centrodestra liberale e soprattutto vincente, con al centro un programma chiaro: libertà d’impresa, riduzione del peso dello Stato nell’economia, valorizzazione dell’iniziativa individuale, centralità della persona. Il tutto con una visione sempre ottimistica del futuro, che sapeva trasmettere agli altri: ci ha insegnato che, volendo e credendoci, si può. Con il suo messaggio politico ha segnato la storia della nostra Repubblica, cambiando il linguaggio, i temi e l’organizzazione della politica italiana, dando spazio a persone nuove e a idee nuove. E io sono convinta che il suo esempio, i suoi valori e le sue intuizioni vadano sapute rileggere con il dovuto distacco ‘laico’ oggi, cogliendone la bontà e, soprattutto, la validità e l’utilità per l’oggi”.
Comincia così il ricordo dell’On. Erica Mazzetti, deputata di Forza Italia, del Presidente Silvio Berlusconi.
“La sua intuizione più profonda – prosegue Mazzetti nel suo ricordo – è stata restituire centralità al rapporto diretto tra il leader e i cittadini, aprendo una stagione di discontinuità che ha ridefinito gli schemi della politica nazionale. Tuttavia, la sua azione non si è certo fermata ai confini italiani. Berlusconi ha avuto la capacità di collocare l’Italia, con un ruolo da protagonista, nei rinnovati equilibri globali. Ha sostenuto con convinzione l’atlantismo e l’europeismo come pilastri dell’interesse nazionale – ieri come oggi -, ma senza rinunciare a un’iniziativa autonoma e ben riconoscibile, che l’Italia può e deve compiere in ragione della sua storia, della sua identità, della sua geografia. Restano negli annali della storia i discorsi a Washington e alla Knesset”. “Ha interpretato il ruolo dell’Italia, e ciò è da modello per l’oggi, come ponte nel Mediterraneo – ricorda ancora -, promuovendo rapporti privilegiati con i Paesi della sponda Sud e con il mondo arabo, nella convinzione che solo stabilità e sviluppo potessero garantire sicurezza. È stato tra i primi leader europei a porre il tema dell’energia e dei flussi migratori come questioni strategiche da affrontare con realismo e cooperazione, questioni che allora seppe analizzare e risolvere, con benefici per tutti.
Ha combinato il pragmatismo dell’imprenditore e la visione strategica dello statista – riflette -. Ha creduto che l’Italia potesse sedere da pari nei consessi internazionali grazie al peso della sua storia, della sua economia e della sua cultura. Ha indicato nell’Occidente non solo un’alleanza militare, ma una comunità di valori basata su democrazia, libertà, mercato, dignità della persona. Nel ricordarlo oggi – termina il messaggio di Mazzetti -, resta il segno di una visione politica che ha posto al centro libertà, iniziativa e fiducia nelle capacità degli italiani. Una visione che ha avuto una grande eco ben oltre i confini nazionali, lasciando un’impronta indelebile nella storia del Paese e nel dibattito internazionale”.
