Di Luca Franceschi
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Respinti i disegni di legge trasversali sulla democrazia diretta a prima firma di Gruppo verde e Team K e respinto anche il disegno del Gruppo verde sulla scuola plurilingue.
Esaminate mozioni di Süd-Tiroler Freiheit.
Terminato il tempo a disposizione dell’opposizione.
Nella tarda mattinata di oggi è ripresa in aula a Bolzano la trattazione dei disegni di legge provinciali sovrapartitici dedicati alla democrazia diretta, sospesa l’8 ottobre scorso.
I provvedimenti erano il dlp 6/23, “Modifiche alla legge provinciale 3 dicembre 2018, n. 22, Democrazia diretta, partecipazione e formazione politica, riguardo all’ammissibilità delle richieste di referendum sulle leggi sulla forma di governo ai sensi dell’articolo 47 dello Statuto di autonomia, e alla nuova composizione della Commissione per i procedimenti referendari”, firmato da Grüne Fraktion – Gruppo verde – Grupa vërda, Team K, Die Freiheitlichen, Süd-Tiroler Freiheit, JWA Wirth Anderlan, Wir Bürger – Noi cittadini – Nëus Zitadins, Partito Democratico – PD – Demokratische Partei, e il dlp 7/23, “Modifiche alla legge provinciale 3 dicembre 2018, n. 22, Democrazia diretta, partecipazione e formazione politica: semplificazione della raccolta delle firme e introduzione di un sistema online per la loro consegna”, firmato da Team K, Grüne Fraktion – Gruppo verde – Grupa vërda, Die Freiheitlichen, Freie Fraktion, Süd-Tiroler Freiheit, JWA Wirth Anderlan, Partito Democratico – PD – Demokratische Partei e Wir Bürger – Noi cittadini – Nëus Zitadins.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) aveva illustrato in ottobre che il dlp 6/23 rende ammissibili anche i referendum sulle forme di governo e interviene sulla composizione della commissione per i procedimenti referendari, prevedendo docenti universitari, avvocati ed ex giudici costituzionali o magistrati, per evitare di ritrovarsi le stesse persone nelle eventuali cause al TAR.
Oggi ha aggiunto che sulla commissione si era cercata e trovata una soluzione di compromesso condivisa con la maggioranza, mentre non si era raggiunta un’intesa sulle materie ammesse a referendum, regolate dallo Statuto e finora interpretate in modo così restrittivo da impedire persino un referendum sul Consiglio dei cittadini per il clima.
Ha osservato che in Trentino i temi della democrazia diretta sono ampiamente discussi, così come la questione del suicidio assistito, portata avanti con iniziativa popolare.
Alex Ploner (Team K) aveva spiegato già in ottobre che il dlp 7/23 prevede la raccolta digitale delle firme per richiedere un referendum e riduce le soglie a 8.000 firme per il referendum propositivo, 5.000 per il consultivo e 2.500 per un’iniziativa popolare, mentre oggi in Alto Adige serve il 2% degli aventi diritto, a fronte dello 0,1% richiesto a livello nazionale.
Le proposte si ispirano a quelle di Iniziativa per più democrazia.
Oggi Ploner ha ripercorso l’iter del provvedimento, tra i primi discussi in commissione legislativa già nel 2019, rilevando che nel programma di governo si afferma l’importanza della democrazia diretta ma poi si fa marcia indietro.
Ha ricordato che di recente è stata approvata la legge sul voto elettronico proposta dal presidente Kompatscher, senza però disciplinarne le modalità, rinviandole a una norma di attuazione.
Si era discusso con la consigliera Deeg e si erano organizzati incontri con rappresentanti dei Comuni, senza però giungere a soluzioni.
Secondo Ploner, la maggioranza avrebbe potuto presentare propri emendamenti per dimostrare l’interesse verso il tema.
Ha concluso che bisogna assumersi le proprie responsabilità davanti ai cittadini e che il Team K mantiene la parola.
Su richiesta di Foppa, il passaggio alla discussione articolata è stato messo ai voti nominali.
Per il dlp 6/23 il passaggio è stato approvato con 18 sì e 16 no, mentre per il dlp 7/23 è stato respinto con 18 no e 17 sì.
È quindi iniziata la discussione articolata del dlp 6/23.
I primi due articoli sono stati respinti senza discussione né emendamenti con 18 no e 17 sì.
L’articolo 3 è stato respinto, sempre senza discussione né emendamenti, con 17 sì e 17 no.
Non si è resa necessaria la votazione finale complessiva, poiché il disegno di legge risulta conseguentemente respinto.
È poi ripresa la trattazione del dlp 2/23, “Scuola plurilingue come offerta supplementare”, presentato da Foppa, Oberkofler e Rohrer, la cui discussione era stata sospesa il 7 maggio.
Secondo la relazione accompagnatoria, la proposta intende affiancare all’offerta scolastica esistente un percorso plurilingue laddove richiesto, senza toccare il diritto all’insegnamento nella madrelingua garantito dall’articolo 19 dello Statuto per alunne e alunni di madrelingua tedesca e italiana nelle rispettive scuole.
Brigitte Foppa, molto colpita dall’esito sui precedenti disegni di legge, ha ricordato le critiche ricevute alla proposta di modello scolastico plurilingue, tra cui l’idea che si voglia scardinare la madrelingua o che non sia nell’interesse della popolazione, quando invece, secondo ASTAT, il 70% dei cittadini sarebbe favorevole.
È stato persino sostenuto, ha detto, che persino Gentile si rallegrerebbe della proposta, per far capire a che punto si è arrivati, e che il tedesco standard sarebbe già una seconda lingua.
Foppa ha domandato se l’introduzione della scuola paritaria nelle valli ladine abbia compromesso la madrelingua ladina, ricordando che i risultati all’esame per il patentino sono migliori tra i ladini.
Ha contestato le affermazioni secondo cui si tratterebbe di un progetto di eliminazione della popolazione tedesca e ha ricordato di essere stata paragonata alla strega di Hänsel e Gretel che attira con la casetta di dolci, qui il plurilinguismo.
A suo avviso, si è parlato così di un modello didattico che meriterebbe approfondimento e non caricature, perché una simile mentalità è anacronistica e inaccettabile.
La proposta non toglie nulla a nessuno ma offre un’ulteriore possibilità a chi la desidera.
Non riconoscere possibili soluzioni non è accettabile, anche alla luce della forte pressione sulle scuole tedesche dovuta alle iscrizioni di bambini italofoni.
Con la scuola plurilingue non ci sarebbero più bambini di altre lingue nelle classi, questione spesso contestata dai patrioti.
È stato detto che la scuola plurilingue la possano fare gli italiani, ma non è questo il punto.
Si potrebbe partire con un progetto pilota, ma non si vuole farlo.
Il plurilinguismo nasce quando è desiderato dalle famiglie e accolto dalle scuole e da lì si sviluppa un progetto pedagogico.
L’assessore Philipp Achammer è intervenuto per aggiornare sullo stato dei lavori, spiegando tra l’altro che non vi è ancora stata una replica della Giunta provinciale e che si sarebbe voluto esprimere una posizione.
Il presidente Angelo Gennaccaro ha ricordato che il disegno di legge è stato presentato dalla consigliera Foppa e che per questo non è prevista una replica della Giunta ma della presentatrice.
Sven Knoll ha chiarito di non aver dato della strega a Foppa, spiegando che era l’argomentazione a ricordargli la storia di Hänsel e Gretel, non la persona.
Il passaggio alla discussione articolata del dlp 2/23 è stato respinto con 10 voti favorevoli, 24 contrari e 1 astensione, concludendo così l’esame del provvedimento.
È quindi ripresa la trattazione della mozione n. 377/26, “Semafori con segnale acustico”, presentata da Zimmerhofer, Knoll, Atz e Rabensteiner il 10 febbraio 2026, la cui discussione era stata avviata l’11 marzo e poi sospesa su proposta dell’assessore Alfreider per cercare una formulazione condivisa con la Giunta.
Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) chiedeva di impegnare la Giunta provinciale, in stretto contatto con l’Unione ciechi e ipovedenti e con gli uffici competenti, a concordare un segnale acustico unico da applicare a tutti i semafori, nuovi o esistenti, e a procedere agli adeguamenti in collaborazione con il Consorzio dei Comuni.
Zimmerhofer ha riferito di non aver ancora ricevuto una proposta di testo condivisa.
L’assessore Daniel Alfreider ha dichiarato che il Dipartimento è a buon punto nella stesura e ha chiesto di sospendere nuovamente la mozione.
Paul Köllensperger (Team K) ha sostenuto la mozione, ricordando che il segnale acustico e l’eliminazione delle barriere architettoniche sono già previsti da una legge statale e regolati nei dettagli.
A suo avviso non servono ulteriori incontri con l’Unione Ciechi, ma occorre che la Provincia vigili affinché i Comuni applichino realmente le norme.
Zimmerhofer ha accolto la proposta dell’assessore e ha sospeso la mozione.
Si è poi passati alla mozione n. 146/24, “Stipendi dei politici: serve una soluzione locale, organica e trasparente”, presentata da Zimmerhofer, Knoll, Rabensteiner, Atz, Colli, Wirth Anderlan e Holzeisen il 10 settembre 2024.
Zimmerhofer chiedeva di invitare la Giunta provinciale a trasferire al Consiglio provinciale la competenza in materia di stipendi e pensioni dei consiglieri, a regolamentare con trasparenza gli stipendi senza adeguamenti in corso di legislatura, a equiparare i consiglieri ai lavoratori “normali” per il sistema pensionistico come nel Land Tirolo, a consentire a tutti i partiti in Consiglio di beneficiare del 2 per mille in dichiarazione dei redditi e a sostituire il finanziamento “occulto” dei partiti con regole trasparenti.
Nelle premesse, il proponente rilevava che l’aggancio degli stipendi dei politici regionali a quelli dei funzionari pubblici suscita indignazione tra i cittadini, che non riescono più a comprendere l’effettivo ammontare dei compensi, chi li paga e quante tasse vengono restituite, un problema che dura da anni e va risolto in modo organico e locale.
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha precisato che la competenza non è della Giunta ma del Consiglio provinciale.
Paul Köllensperger (Team K) ha condiviso questa impostazione e ha definito la mozione confusa, pur dichiarandosi favorevole al passaggio di competenza dal Consiglio regionale a quello provinciale.
Sul 2 per mille ha ricordato che la competenza è statale e che la proposta dovrebbe essere indirizzata a Roma, mentre per il sistema pensionistico erano già emerse criticità anche nelle valutazioni di Luisa Gnecchi.
Quanto al finanziamento dei partiti, secondo Köllensperger serve un confronto più ampio, in particolare sui contributi privati.
Il Team K avrebbe approvato i punti 1 e 2, togliendo il riferimento alla Giunta provinciale, anche se sarebbe preferibile una riformulazione.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha ribadito che la Giunta non può intervenire su determinati profili e che le proposte vanno strutturate correttamente, pur ritenendo condivisibile il passaggio di competenza indicato al punto 1.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), co-firmatario, ha ricordato la commissione istituita sul tema e il lavoro costruttivo svolto, con invito degli esperti ad attivarsi anche per l’equiparazione dei consiglieri agli altri lavoratori sul piano pensionistico.
Sulla trasformazione in voto ha osservato che le decisioni rischiano di finire in un cassetto, preferendo perciò incaricare la Giunta, alla quale si può chiedere conto dello stato di attuazione.
Ha richiamato inoltre i lavori della commissione d’inchiesta sul finanziamento occulto dei partiti e la necessità di maggiore trasparenza su contributi pubblici a imprese che finanziano campagne elettorali e sui possibili intrecci di interessi.
Il vicepresidente del Consiglio Arnold Schuler ha ricordato che nel 2008 il compenso netto di un consigliere era di 6.800 euro, poi c’è stata una leggera diminuzione mentre l’inflazione è cresciuta, e che è sensato rappresentare la materia in modo trasparente.
Ha distinto il tema dell’entità dei compensi da quello delle competenze, sottolineando che oggi la disciplina è di legge regionale e che la Giunta provinciale non può conferire incarichi al Consiglio provinciale.
Ha aggiunto che spetta ai consiglieri presentare disegni di legge e che sarebbe opportuno coordinarsi con i colleghi del Trentino.
Schuler ha quindi chiesto di ritirare la mozione, preannunciando altrimenti un voto contrario per evitare aspettative che non si possono soddisfare.
Zimmerhofer ha riconosciuto la fondatezza di alcune critiche e ha ritirato la mozione con l’intento di ripresentarla in futuro.
La segretaria questora Rieder ha infine chiesto un’interruzione per l’opposizione.
La seduta riprenderà alle 14.30 con la trattazione delle proposte della maggioranza.

