Di Luca Franceschi
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Mozioni di Partito Democratico, Freie Fraktion e Für Südtirol mit Widmann al centro dei lavori del plenum.
Nel pomeriggio in aula a Bolzano sono state esaminate tre proposte riguardanti il sostegno ai caregiver durante i ricoveri di sollievo, misure per frutti‑ e viticoltura e l’accesso ai musei.
Sandro Repetto del Partito Democratico ha presentato la mozione 422/26 “Assegni di cura negati durante i ricoveri di sollievo: famiglie lasciate sole” con cui chiedeva di impegnare la Giunta a mantenere l’assegno di cura anche nei periodi di ricovero di sollievo delle persone non autosufficienti.
Il documento sollecitava inoltre una revisione di norme e regolamenti per evitare penalizzazioni economiche dei caregiver, il riconoscimento strutturale del loro ruolo con misure di sostegno economico e organizzativo e il rafforzamento di personale, formazione e convenzioni per consentire alle strutture private accreditate di accogliere anche pazienti di difficile gestione, in particolare persone con demenza, Alzheimer o disturbi comportamentali complessi.
Repetto ha letto in aula la lettera di una familiare caregiver che descriveva le enormi difficoltà nella gestione di un anziano con demenza e ha sottolineato come da un lato i caregiver sostengano quotidianamente un carico fisico, psicologico ed economico supplendo alle carenze del sistema, e dall’altro molte famiglie, pur avendo versato tasse e contributi per tutta la vita, si sentano oggi lasciate sole di fronte alla non autosufficienza e alla carenza di posti adeguati.
Particolarmente critica è stata definita la situazione dei ricoveri di sollievo, che dovrebbero offrire respiro a famiglie e assistenti ma che, di fatto, rischiano di trasformarsi in un aggravio economico perché durante quei periodi l’assegno di cura viene sospeso mentre i costi restano pressoché invariati.
Secondo Repetto, in una provincia che può affrontare spese milionarie e persino un disavanzo da 5 milioni di euro per le Olimpiadi è incomprensibile non garantire una misura minima di giustizia e sostegno a chi regge, spesso gratuitamente, una parte fondamentale del welfare.
Brigitte Foppa del Gruppo verde ha riconosciuto la passione della proposta e ha ricordato che, rispetto al passato, sono sempre meno le donne che si fanno carico gratuitamente del ruolo di caregiver, ruolo che richiede il massimo supporto possibile.
Avere una persona con demenza in casa stravolge la vita di chi se ne prende cura e occorre fare di tutto per sostenerla.
Maria Elisabeth Rieder del Team K ha segnalato che la sospensione dell’assegno avviene anche in caso di ricovero ospedaliero, benché il bisogno di assistenza familiare non venga meno, invitando a verificare tutte le offerte alla luce delle condizioni attuali e a ridurre l’eccessivo onere burocratico.
Sven Knoll della Süd‑Tiroler Freiheit ha definito tragico dover presentare una mozione del genere, frutto di norme scritte da chi non conosce il carico psichico della cura, e ha ricordato che alcune persone anziane non possono essere lasciate sole nemmeno per pochi minuti.
I ricoveri di sollievo servono a recuperare energie, ma oggi si rischia di essere penalizzati, ha concluso annunciando il sostegno alla mozione e definendo vergognosa la situazione in un territorio ricco.
Renate Holzeisen di VITA ha rimarcato che, se davvero si vuole privilegiare la cura a domicilio, bisogna sostenere adeguatamente chi se ne occupa, perché è una fatica di Sisifo.
L’assessora Rosmarie Pamer ha apprezzato l’approfondimento del tema e ha sottolineato l’importanza della prevenzione per un invecchiamento attivo e contro la solitudine, ricordando che la cura si regge su cinque colonne, di cui le RSA sono solo una parte.
Ha dichiarato di non avere notizia di sospensioni dell’assegno durante i ricoveri brevi, ipotizzando che il caso citato riguardasse un ricovero lungo, e si è impegnata ad approfondire.
Ha evidenziato il sostegno provinciale all’aumento dei posti di sollievo, il riconoscimento pensionistico regionale dei periodi di cura dal 2005, richiesto però da poche persone, e la proposta condivisa con il presidente Kompatscher di incrementare questi contributi da 4 mila a 10 mila euro.
Ha ricordato anche il sostegno della legge 104 e, riguardo all’accoglienza di persone con demenza nelle RSA private, la necessità di rispettare criteri specifici, assicurando ulteriori verifiche.
Repetto ha ribadito la richiesta di non interrompere l’assegno durante i ricoveri, di aumentare il contributo regionale e di garantire personale adeguato anche nelle strutture convenzionate, mettendo ai voti la mozione nella speranza di un esito concreto.
La mozione è stata respinta con 18 no e 16 sì.
Con la mozione 346/25 “Fruttiviticoltura: rafforzare la base – Salvaguardia attiva delle aziende e del reddito delle famiglie di agricoltori”, in versione emendata, Andreas Leiter Reber della Freie Fraktion ha chiesto di attingere dal bilancio provinciale per: estendere a tutte le aziende agricole la possibilità di costruire, acquistare, ristrutturare o risanare edifici aziendali destinati al ricovero di macchine agricole con altezza utile interna di almeno 3 metri, sovvenzionare le reti di irrigazione aziendali indipendentemente dalle colture, con particolare sostegno ai metodi a risparmio idrico come goccia e bacini di accumulo, concedere contributi per la meccanizzazione a prescindere dal tipo di coltura, inclusi trattori e macchine speciali, e riconoscere a frutticoltori e viticoltori, tramite il bilancio provinciale, i pagamenti compensativi europei per la coltivazione di aree a forte pendenza attualmente preclusi dalla Giunta.
Leiter Reber ha ricordato che l’agricoltura è il settore più sovvenzionato in Europa ma che i contadini preferirebbero vivere senza aiuti e ha sottolineato che la Provincia non concede aiuti diretti o indiretti per ristrutturazione o costruzione di edifici aziendali né per l’acquisto di trattori e macchine speciali a frutticoltori e viticoltori locali.
Ha aggiunto che non sono previsti contributi per investimenti in impianti di irrigazione aziendali o per la costruzione e manutenzione di strade rurali e che l’indennità compensativa per il lavoro su forti pendenze non viene corrisposta a chi coltiva frutteti o vigneti, così come mancano contributi per molte altre voci.
Secondo il proponente, circa 10 mila aziende non ricevono un euro per rimesse e macchinari, poiché la Giunta ha vincolato alcuni sostegni, come quelli per l’agricoltura di montagna, al tipo di coltura, riconoscendo l’indennità solo a prati, pascoli e aree foraggere, nonostante l’Unione europea metta a disposizione ogni anno circa 18 milioni di euro per tutti i terreni agricoli provinciali.
Una politica di sostegno così squilibrata all’interno dello stesso settore sarebbe unica, perché né nelle regioni confinanti né nel Land Tirolo o nei Länder tedeschi le aziende sono escluse dai contributi generali per edifici, irrigazione o strade in base alle colture.
Jürgen Wirth Anderlan ha sostenuto la mozione, segnalando che conosce un solo contadino che vive esclusivamente del proprio lavoro e che i costi sono elevatissimi, con circa 28 mila euro per ettaro nella frutticoltura, contro gli 8 mila in Sudafrica.
A suo avviso i contributi finiscono ai macchinari e ai fornitori delle cooperative, limitando l’autonomia decisionale degli agricoltori, pur riconoscendo il buon lavoro dei consorzi.
Thomas Widmann di Für Südtirol mit Widmann ha giudicato il documento ben formulato e fondato, sottolineando la necessità di sostenere i contadini di montagna, spesso costretti a una seconda attività, mentre i costi crescono e i margini si riducono, e ha definito la mozione ragionevole e da sostenere.
Franz Locher della SVP ha contestato l’idea che gli aiuti siano scarsi, ricordando che alla frutticoltura arrivano 65 milioni di euro.
Sul punto relativo ai pagamenti compensativi ha precisato che gran parte dei fondi per l’agricoltura altoatesina proviene dal Fondo europeo di sviluppo rurale, risorse che non devono essere destinate a frutticoltura e viticoltura.
Ha aggiunto che non si devono contrapporre categorie, osservando che i ricavi della frutticoltura e della viticoltura sono superiori a quelli dell’agricoltura di montagna e portando l’esempio della diversa incidenza dei periodi di assenza dall’azienda.
Paul Köllensperger del Team K ha annunciato il sostegno alla mozione, con priorità alle piccole aziende, proponendo una discussione ampia sul futuro dell’agricoltura e ipotizzando un’audizione o un convegno.
Josef Noggler della SVP ha ricordato i limiti del bilancio provinciale, pur riconoscendo che frutticoltura e viticoltura beneficiano di contributi e che la gestione delle superfici in forte pendenza è di interesse pubblico e richiede compensazioni.
Ha spiegato che sono già in corso colloqui sui fattori di svantaggio anche per questi settori e si è detto favorevole al solo punto sui pagamenti compensativi.
L’assessore Luis Walcher ha ringraziato per la proposta, evidenziando però che la mozione è stata completamente riscritta con un emendamento sostitutivo e che, pur richiamando la solidarietà tra categorie, alcune affermazioni hanno alimentato divisioni.
Ha ricordato l’esistenza di circa 20 mila aziende agricole in Alto Adige e ha invitato a non contrapporre montagna e valle, sottolineando che ogni contributo richiede una domanda e che in Trentino il numero di aziende è diminuito nonostante gli aiuti, mentre qui si è seguita una strada diversa.
Ha osservato che i contributi alla frutti‑ e viticoltura furono bloccati nell’era Durnwalder per l’immagine negativa di settori percepiti come di successo e che la tenuta dei masi è stata favorita dal sistema cooperativo, dalla consulenza individuale e dalla commercializzazione, a cui contribuisce anche l’IDM tramite la tassa di soggiorno, con prezzi al chilo più alti.
Ha concluso che le misure proposte non sono condivisibili perché l’agricoltura va vista nel suo complesso e che l’attenzione ai settori non mancherà.
Leiter Reber ha replicato di non voler spostare fondi europei dall’agricoltura di montagna a frutti‑ e viticoltura ma di chiedere risorse aggiuntive per 10‑15 milioni, ipotizzando di ridurre i finanziamenti al Centro di sperimentazione Laimburg, ritenuto sovrafinanziato.
Ha ribadito che i dati presentati sono ufficiali e ha lamentato l’assenza di una legge quadro per l’agricoltura che definisca criteri e visione, evidenziando la differenza rispetto al Trentino.
Ha chiesto la votazione nominale e per parti separate.
La mozione è stata respinta: premesse e punto 1 con 18 no e 17 sì, punto 2 con 18 no e 16 sì, punto 3 con 18 no e 17 sì, punto 4 con 17 no, 17 sì e 1 astensione.
Con la mozione 423/26 “Domenica dei musei a 1 euro o L’Alto Adige va al museo”, Thomas Widmann di Für Südtirol mit Widmann ha proposto di impegnare la Giunta a creare una banca dati provinciale o un monitoraggio culturale con il numero di visitatori e altre informazioni sui musei e le istituzioni culturali, a valutare le opzioni migliori ed elaborare, d’intesa con musei pubblici e strutture espositive, una formula per giornate a ingresso gratuito a cadenza regolare e a riferire entro sei mesi sulla fattibilità organizzativa e finanziaria.
Widmann ha ricordato che i musei sono luoghi centrali della formazione culturale e attrazioni del territorio ma che, dal 2019 al 2024, gli ingressi sono scesi da 2,1 a 1,6 milioni, richiedendo impulsi mirati.
Ha citato esempi europei come il biglietto domenicale a 1 euro a Monaco, la prima domenica gratuita a Berlino e in Italia, nonché le aperture gratuite in Francia, tutte iniziative finalizzate a rendere arte e patrimonio accessibili al maggior numero possibile e a raggiungere nuovi pubblici.
Anche in Alto Adige, una domenica al mese gratuita sarebbe un segnale importante di politica culturale.
Brigitte Foppa ha sostenuto la proposta, osservando che la gratuità non sminuisce il valore dei musei e anzi favorisce l’accesso, richiamando una recente esperienza al Prado di Madrid in cui l’ingresso gratuito ha consentito di vedere Guernica.
Alex Ploner del Team K ha espresso sostegno, segnalando però le difficoltà dei piccoli musei, per i quali le aperture gratuite comportano costi e un maggiore ricorso al volontariato, e la necessità di ulteriori finanziamenti.
Sven Knoll della Süd‑Tiroler Freiheit ha richiamato l’Anno dei musei dell’Euregio e la ricchezza di musei, anche piccoli, sul territorio, ricordando l’impatto dello sciopero scolastico sul calo dei visitatori e suggerendo di coordinare la Lunga notte dei musei con l’evento austriaco promosso dalla ORF.
Ha invitato a valorizzare le collezioni private e ha ricordato la proposta di un Museo di storia contemporanea a Fortezza.
Harald Stauder della SVP ha definito la proposta attuale e meritevole di approfondimento, rilevando che i numeri invitano a riflettere e che tutte le generazioni, non solo i giovani, devono essere avvicinate alle istituzioni culturali, presenti in gran numero anche nei centri più piccoli.
L’assessore Philipp Achammer ha accolto l’iniziativa ricordando progetti già attivi, come L’estate al museo con ingresso gratuito per i titolari di Alto Adige Pass e la Giornata internazionale dei musei con ingresso gratuito per tutti.
Ha spiegato che era stato previsto anche l’ingresso gratuito per alunni e alunne, ma le richieste sono risultate eccessive, tranne che lo scorso anno, e che la questione merita approfondimento.
Sulla Carta dei musei ha osservato che in passato favoriva visite “perché gratuito”, annunciando per il 2027 una nuova carta destinata soprattutto alle famiglie, a 80 euro l’anno per tutte le strutture.
Ha evidenziato la qualità delle collezioni presenti, come la Kreutzer‑Eccel acquisita dalla Provincia, e l’importanza, talvolta, più dell’acquisto che dell’esposizione.
Per Fortezza ha indicato il 2028 come data prevista di apertura del Museo di storia contemporanea.
Ha proposto di riformulare il punto iniziale inserendo il riferimento al monitoraggio culturale, proposta accolta da Widmann, che ha ribadito l’obiettivo di consentire ingressi gratuiti periodici alla popolazione.
La mozione è stata approvata all’unanimità con 34 sì.
Sven Knoll ha quindi presentato la mozione 424/26 “Migliorare il trasporto pubblico delle persone in provincia di Bolzano e ridurre i disagi dei pendolari”, che sarà discussa nella seduta di domani.

