Di Luca Franceschi
///
Per Fratelli d’Italia il lavoro rappresenta una priorità assoluta, un impegno mantenuto sin dalla candidatura al Governo della Nazione. Il partito ha inteso dare concretezza al principio costituzionale secondo cui l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, un dettato rimasto troppo a lungo solamente sulla carta. I risultati ottenuti dimostrano il successo di questa linea: dall’inizio della legislatura sono stati creati quasi 1,2 milioni di nuovi posti di lavoro e il tasso di occupazione ha raggiunto il 63,1%, stabilendo un record storico.
La ricetta proposta da Fratelli d’Italia per contrastare la stagnazione salariale è il salario giusto, inteso non come un numero stabilito per legge, ma come il trattamento economico complessivo. Questo comprende l’insieme di più componenti: welfare, TFR, ferie, permessi, tredicesima e quattordicesima, il cui equilibrio deve considerare anche le tutele e le garanzie senza comprimere i diritti. La contrattazione collettiva rimane la via principale da seguire in questo ambito.
Un’esperienza significativa è rappresentata dal caso della Puglia, che viene presentato come certificazione del fallimento del salario minimo. I lavoratori del portierato presso le sedi regionali hanno subito una riduzione della paga oraria a 9 euro e una contrazione dello stipendio mensile dovuta alla diminuzione delle ore di lavoro: da 40 ore settimanali a 25 ore, che ha comportato un abbassamento della busta paga da un importo dignitoso a soli 700 euro mensili. A testimoniare il fallimento di questo approccio è stata la stessa CGIL, che ha richiesto la sospensione del bando.
Secondo Marta Schifone, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo in commissione Lavoro, il partito non sostiene né l’assistenzialismo né il conflittualismo, ma bensì una logica di buonsenso. La posizione è stata affermata con il decreto “primo maggio” all’inizio della legislatura e viene oggi ribadita e rafforzata: la strada tracciata allora rimane confermata, attuata e soprattutto non tradita, con la risoluzione di destinare finanziamenti pubblici esclusivamente a chi produce occupazione di qualità.
