Di Luca Franceschi
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Il Centro di tutela contro le discriminazioni ha pubblicato la Relazione sull’attività 2025.
Rispetto all’anno precedente, le segnalazioni di discriminazioni sono aumentate considerevolmente.
La responsabile Priska Garbin, oggi impossibilitata a intervenire in aula, ha indicato 200 casi in cui il Centro ha fornito consulenza, anche legale, e informazioni generali sul tema della parità di trattamento, cioè 61 in più dell’anno precedente.
Questa tendenza conferma quanto le esperienze di discriminazione restino una realtà quotidiana per molte persone.
La relazione è disponibile online.
Origine etnica il motivo di segnalazione più frequente.
Le persone con background migratorio riportano svantaggi in ambiti centrali della vita quotidiana.
Nella ricerca di un alloggio o di un lavoro emergono ostacoli strutturali.
Un aspetto percepito come straniero o un nome non locale spesso riducono le possibilità di ottenere un’abitazione adeguata o un impiego coerente con la propria qualifica.
La mediazione immobiliare è un problema ricorrente che coinvolge molte persone e rende visibili disuguaglianze strutturali.
Disabilità: barriere e scarsa considerazione delle malattie invisibili.
Un altro ambito rilevante riguarda le persone con disabilità.
Oltre alle barriere architettoniche ancora presenti, che limitano l’accesso a spazi pubblici e privati, ricorrono segnalazioni legate a disabilità non visibili.
Persone con disturbi psicologici o con long Covid riferiscono esperienze minimizzanti o offensive.
La loro condizione di salute talvolta viene messa in dubbio o non adeguatamente considerata, con conseguenti difficoltà nella vita quotidiana e professionale.
Miglioramenti nel settore sanitario.
Dal settore sanitario arriva un segnale positivo.
Sotto la guida del primario Dr. Luca Sebastianelli (Neuroriabilitazione, Ospedale di Vipiteno) il Dipartimento Salute ha istituito un gruppo di lavoro dedicato a pazienti con ME/CFS, encefalomielite mialgica/sindrome da affaticamento cronico.
Il gruppo ha sviluppato un percorso diagnostico chiaro e strutturato che consente un riconoscimento rapido e preciso di determinate patologie.
Grazie alla collaborazione tra professionisti è stato inoltre definito un percorso terapeutico uniforme ma flessibile, pensato per garantire cure personalizzate e migliorare in modo duraturo la qualità di vita delle persone coinvolte.
Aumentano le segnalazioni di omo-, bi- e transfobia.
Sono aumentate anche le segnalazioni di discriminazione legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere.
Omo-, bi- e transfobia continuano a rappresentare sfide sociali rilevanti.
In questo contesto viene ricordato il diritto delle persone giovani che, dopo aver frequentato una scuola superiore e adeguato la propria identità di genere, a ottenere un nuovo diploma di maturità che rispecchi correttamente la loro identità, un passo fondamentale verso riconoscimento e parità.
Conclusioni.
L’incremento delle segnalazioni dimostra che la discriminazione è ancora diffusa in molti ambiti.
Allo stesso tempo, iniziative mirate, soprattutto nel settore sanitario, mostrano che si possono realizzare miglioramenti strutturali concreti.
Per questo il Centro di tutela contro le discriminazioni invita a segnalare con determinazione ogni forma di discriminazione e a collaborare per costruire una società aperta, rispettosa e orientata alle pari opportunità.

