(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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È uno dei titoli più amati e insieme più complessi del repertorio operistico la Carmen di Georges Bizet, che il Teatro alla Scala propone in una produzione diretta da Myung-Whun Chung per la regia di Damiano Michieletto e che Rai Cultura propone giovedì 11 giugno alle 21.20 in prima Tv su Rai 5. Lo spettacolo è realizzato in co-produzione con Royal Opera House, Covent Garden di Londra e Teatro Real di Madrid.
Quello tra Myung-Whun Chung e Damiano Michieletto è un incontro artistico di particolare rilievo, che mette in dialogo due protagonisti della scena musicale internazionale, già proiettati verso l’inaugurazione della Stagione d’Opera 2026/2027 del Teatro alla Scala con Otello di Giuseppe Verdi.
Il Maestro Chung è stato una presenza costante dei cartelloni scaligeri a Milano e in tournée dal 1989, dirigendo nove titoli d’opera, per 84 rappresentazioni, e 165 concerti (rappresentando di fatto il Maestro con il maggior numero di presenze fatti salvi i Direttori musicali). Con questo nuovo allestimento di Carmen di Bizet Chung raggiunge il suo decimo titolo d’opera alla Scala.
Nel cast, il Don José di Vittorio Grigolo, tenore-star che torna regolarmente sul palco del Piermarini a partire dalla Stagione 1999/2000, quando divenne, a soli ventitré anni, uno dei più giovani tenori coinvolti nell’inaugurazione della stagione scaligera, e giunge oggi al suo terzo titolo del repertorio francese affrontato alla Scala, dopo Roméo et Juliette di Charles Gounod nella Stagione 2010/2011 e 2019/2020 e Les Contes d’Hoffmann di Jacques Offenbach nella Stagione 2022/2023. Grigolo affianca Clémentine Margaine, considerata oggi una delle interpreti di Carmen più richieste nei grandi teatri internazionali, dal Metropolitan Opera di New York a Parigi, Vienna, Monaco e Barcellona, e il debutto scaligero del basso georgiano Giorgi Manoshvili (nel ruolo di Escamillo, il “toreador” simbolo di carisma e presenza scenica), protagonista di una carriera in rapida ascesa, apprezzato per la potenza vocale e il timbro caldo. Come Micaëla è impegnata Natalia Tanasii mentre Zuniga è Xhieldo Hyseni. Il Coro è preparato da Alberto Malazzi.
Con Carmen Michieletto firma una nuova regia scaligera dopo titoli che hanno lasciato un segno importante nel recente percorso del Teatro – Un ballo in maschera, Salome, Médée – produzioni che hanno evidenziato una profonda capacità di rilettura del repertorio attraverso la costruzione di dispositivi scenici essenziali, simbolici e fortemente narrativi. Una visione teatrale che si distingue per la centralità del gesto umano, per l’attenzione psicologica ai personaggi e per un uso dello spazio scenico capace di trasformare l’opera in esperienza emotiva e civile.
In questa nuova Carmen Michieletto ritrova il team creativo formato dallo scenografo Paolo Fantin, dalla costumista Carla Teti e dal light designer Alessandro Carletti, una squadra che negli anni ha definito un linguaggio visivo riconoscibile e rigoroso, fatto di immagini di forte impatto teatrale e una drammaturgia che scava nelle tensioni interiori dei personaggi. Ne deriva in questo caso una deliberata rinuncia al folclore e al pittoresco tradizionalmente associati all’opera di Bizet, in nome del senso di fatalità che attraversa la vicenda. La Siviglia esotica lascia spazio a uno scenario più astratto, essenziale e spoglio, dove i protagonisti sembrano muoversi dentro un destino già scritto. La regia mette così al centro il conflitto tra desiderio di possesso e libertà individuale, trasformando la vicenda di Carmen in una riflessione sul controllo, sulla violenza e sull’incapacità di accettare l’autonomia dell’altro.
La protagonista emerge come una figura radicalmente contemporanea: una donna che rivendica il diritto di scegliere, amare, lasciare e vivere secondo le proprie regole. Proprio questa libertà assoluta scatena la violenza distruttiva di Don José, rendendo il finale dell’opera drammaticamente vicino alla realtà del presente. In questa lettura, Carmen diventa anche una riflessione sul femminicidio e sulla violenza contro le donne, temi che continuano a interrogare profondamente la società contemporanea.
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