Dall’idea all’artefatto finale, passando per rappresentazione concettuale, programmazione e realizzazione concreta di artefatti digitali. È questo il cuore del progetto “Micro:mondi”, che ha coinvolto circa 120 alunne e alunni di 9 istituti comprensivi in lingua italiana, con 4 classi di scuola primaria e 7 classi di secondaria di primo grado. Accompagnate dai loro docenti, appositamente formati, le classi hanno svolto un percorso dedicato al physical computing, la progettazione di sistemi interattivi che comunicano con il mondo fisico, utilizzando microcontrollori, sensori e attuatori per sviluppare il pensiero computazionale e progettuale.
L’evento si è tenuto alla Libera Università di Bolzano dove gli studenti hanno presentato i loro artefatti digitali. Il vicepresidente e assessore all’Istruzione italiana Marco Galateo ha sottolineato come progetti simili dimostrino come l’innovazione didattica possa diventare esperienza concreta per le studentesse e gli studenti, rendendoli protagonisti attivi del loro apprendimento. Ha evidenziato inoltre che la collaborazione tra scuola e università rappresenta un valore aggiunto per tutto il sistema educativo.
Il percorso proposto alle ragazze e ai ragazzi si articola in quattro fasi: ideazione, rappresentazione concettuale, programmazione e realizzazione. È promosso dalla Direzione Istruzione e Formazione italiana, che negli anni ha curato la formazione dei docenti e il supporto direttamente nelle classi, con la supervisione scientifica della Libera Università di Bolzano. Il professor Andrea Bonani, che ha seguito il progetto, ha evidenziato come questo evento chiuda simbolicamente un cerchio virtuoso, con la formazione partita dall’università che ritorna negli stessi spazi, mostrando una ricaduta didattica concreta e di qualità nelle scuole.
Sono stati gli stessi studenti a illustrare gli artefatti ai visitatori, in gran parte coetanei che, a turno, sono passati tra gli stand allestiti dalle diverse scuole. Un’occasione di scambio, confronto e circolazione di idee. L’evento, aperto al pubblico, è stato frequentato anche da studenti, dottorandi, ricercatori e docenti universitari che hanno dialogato con i ragazzi.
La professoressa Rossella Gennari ha spiegato che “Micro:mondi” si inserisce in un percorso di ricerca e innovazione che il Physical Computing Lab della Libera Università di Bolzano porta avanti da molti anni con diverse realtà del territorio, fra cui le scuole e le intendenze scolastiche. L’obiettivo è creare contesti in cui la progettazione partecipata e l’informatica diventino strumenti per creare insieme innovazione e costruire conoscenza condivisa.

