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BDS – TRENTINO * CAMPAGNA “BANCHE COMPLICI“: «NEL MIRINO UNICREDIT, INTESA SANPAOLO E BNL-BNP PARIBAS»

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18.51 - martedì 9 giugno 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Dal 10 giugno riparte la campagna BDS “Banche complici”: nel mirino UniCredit, Intesa Sanpaolo e BNL-BNP Paribas. L’iniziativa richiama la Nota pastorale della CEI contro gli investimenti nell’industria bellica e invita cittadini e correntisti a esercitare una pressione economica sugli istituti coinvolti.

Al via dal 10 al 20 giugno il rilancio nazionale della campagna “Banche complici” promossa da BDS Italia, una mobilitazione che punta ad accendere i riflettori sul ruolo del sistema finanziario nel sostegno alle politiche israeliane nei territori palestinesi e a promuovere azioni concrete di pressione economica da parte di cittadini e correntisti. Al centro dell’iniziativa ci sono tre dei principali istituti di credito italiani – UniCredit, Intesa Sanpaolo e BNL-BNP Paribas – che, secondo l’analisi realizzata da BDS Italia, sarebbero coinvolti a diversi livelli nel finanziamento di attività legate all’occupazione della Palestina, agli insediamenti coloniali e alle operazioni militari israeliane.

La campagna, rilanciata anche da BDS Trentino, sostiene che tale coinvolgimento si manifesti attraverso finanziamenti a società del settore armamenti, la distribuzione di Titoli di Stato israeliani, i cosiddetti “War Bonds”, e investimenti in fondi collegati a realtà accusate di violare il diritto internazionale. Per questo, dal 10 al 20 giugno, i promotori invitano i cittadini a partecipare a una settimana di mobilitazione nonviolenta attraverso l’invio di email agli istituti di credito interessati, la partecipazione a momenti informativi online e la valutazione del trasferimento dei propri risparmi verso banche considerate meno coinvolte nell’industria bellica e nell’occupazione dei territori palestinesi.

«Non si tratta di una protesta simbolica, ma di una pressione economica diretta», spiegano gli organizzatori, che puntano a produrre un impatto reputazionale sugli istituti coinvolti e a stimolare un cambiamento delle loro politiche di investimento. Un elemento di particolare rilievo è il sostegno riconosciuto alla campagna dalla Nota Pastorale della Conferenza Episcopale Italiana, che individua nel disinvestimento uno strumento di partecipazione responsabile e di testimonianza etica da parte di cittadini e istituzioni. Proprio il richiamo della CEI conferisce all’iniziativa un valore che supera l’ambito dell’attivismo politico, inserendo il tema delle scelte finanziarie nel più ampio dibattito sulla pace, la giustizia e la tutela dei diritti umani. La campagna è realizzata in collaborazione con le riviste cattoliche Nigrizia, Mosaico di Pace e Missione Oggi, impegnate da anni sul tema delle cosiddette “banche armate”, e mette a disposizione materiali informativi, modelli di lettere e strumenti di approfondimento per tutti coloro che intendono aderire alla mobilitazione.

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