Di Luca Franceschi
///
Le audizioni condotte in Commissione Covid hanno portato alla luce una situazione preoccupante riguardante la gestione dell’emergenza sanitaria. Al dramma di coloro che hanno perso persone care durante la pandemia si aggiunge ora l’indignazione generata dalle testimonianze ascoltate nel corso dei lavori commissariali. Diversi esponenti del mondo imprenditoriale hanno messo in evidenza l’esistenza di un sistema caratterizzato da numerose zone d’ombra, nel quale per riuscire ad aggiudicarsi commesse relative a mascherine e tamponi dalla struttura commissariale diretta da Domenico Arcuri sarebbe stato richiesto il pagamento preliminare di presunte “consulenze” a studi legali, in particolare a professionisti appartenenti allo studio dell’allora premier Giuseppe Conte.
Un caso emblematico è emerso proprio nei giorni precedenti, quando il direttore generale di una società ha reso pubblica durante la propria audizione l’ammissione di aver versato 454mila euro a professionisti dello Studio Alpa in cambio di commesse pari a circa 3,3 milioni di euro di forniture sanitarie destinate all’emergenza Covid.
La situazione appare ancora più grave considerando l’atteggiamento che Giuseppe Conte mantiene di fronte a queste rivelazioni, continuando a minimizzare gli accadimenti. Secondo il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami, se l’ex presidente del Consiglio non avesse elementi da temere, dovrebbe presentarsi personalmente dinnanzi alla commissione per chiarire la propria posizione.
I cittadini hanno il diritto di ricevere risposte trasparenti su vicende di tale gravità. Il gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia si impegna a proseguire l’azione di controllo e di ricerca della verità su quanto accaduto durante la gestione commissariale dell’emergenza sanitaria.
