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POLIZIA DI STATO * : «SGOMINATA ORGANIZZAZIONE CRIMINALE TRANSNAZIONALE DI TRAFFICO MIGRANTI, 10 ARRESTI A GENOVA E TRAPANI»

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10.51 - lunedì 8 giugno 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Link video dell’operazione https://www.poliziadistato.it/pressarea/Share/link/dce9b80c-6314-11f1-9a40-736d736f6674

Dieci arresti della Polizia di Stato: sgominata organizzazione criminale transnazionale responsabile di traffico di migranti tra Tunisia e Italia.

Questa mattina, la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali nei confronti di 10 indagati, tutti di origine tunisina, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Genova, su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo.

Le misure sono state eseguite dagli agenti del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e della Squadra Mobile di Genova.

Sei dei soggetti indagati sono destinatari della custodia cautelare in carcere, mentre nei confronti di tre persone è stata disposta la misura dell’obbligo di dimora nel territorio del Comune di Genova e per una nel Comune di Trapani.

Sei indagati sono accusati di essere componenti di una associazione per delinquere finalizzata alla perpetrazione di reati di agevolazione dell’ingresso clandestino in Italia di cittadini tunisini.

I presunti componenti della organizzazione sono accusati di avere organizzato il viaggio di quanti entravano illegalmente nel territorio nazionale, nonché di avere provveduto alla ricerca delle imbarcazioni e dei conducenti, selezionando i migranti per ciascun viaggio, organizzandone il trasferimento dal paese tunisino di origine alla costa in prossimità della data di partenza, curandone la sistemazione in immobili in attesa di radunare tutti i migranti selezionati e delle condizioni meteo marine idoenee ad intraprendere la traversata verso le coste italiane, fornendo assistenza in relazione all’eventuale respingimento.

Per il trasferimento in Italia di ogni migrante, i componenti dell’associazione chiedevano la corresponsione di somme in dinari tunisini corrispondente ad una somma che variava tra i 2500 ed i 3000 euro.

Durante le indagini sono stati accertati quattro episodi di agevolazione dell’immigrazione clandestina tra marzo 2024 e febbraio 2025 di oltre 120 cittadini tunisini, tutti ospitati in luoghi di raccolta in Tunisia e successivamente imbarcati e fatti sbarcare a Pantelleria.

Durante il periodo antecedente la partenza, ai migranti veniva impedito di uscire e venivano sottratti i telefoni cellulari, al fine di evitarne la localizzazione da parte delle autorità.

Ulteriori elementi raccolti hanno documentato condizioni di viaggio estremamente pericolose: le traversate avvenivano su gommoni ed in una di queste, a causa della fuoriuscita di carburante da taniche presenti a bordo, sette migranti, tra cui una minorenne di dodici anni, hanno riportato ustioni ed hanno necessitato di cure mediche una volta giunti a destinazione.

Le indagini sono iniziate in occasione dello sbarco del 15 marzo 2024 di 25 migranti, intercettati a bordo di un gommone al largo di Pantelleria.

Grazie alle dichiarazioni rese agli operatori della Squadra Mobile di Trapani da uno di questi, sono state acquisite informazioni rilevanti inerenti agli organizzatori dei viaggi di immigrazione clandestina dalla Tunisia.

La competenza è stata radicata a Genova in quanto a Genova è stata svolta l’attività di finanziamento, predisposizione di mezzi, risorse finanziarie, preparazione dei trasferimenti mediante istruzioni operative affinché i migranti potessero raggiungere l’Italia.

Si procede altresì nei confronti di uno degli indagati per abusiva attività di prestazione di servizi di pagamento.

Questi è accusato di avere offerto a terzi in maniera stabile ed organizzata, un servizio di raccolta, cambio e trasferimento all’estero ed in Italia di valuta, mediante transazioni fiduciarie non tracciabili e non soggette a tassi ufficiali di cambio, attraverso il sistema denominato “hawala”.

Quanto sopra viene divulgato poiché le informazioni riguardanti le dinamiche connesse alla agevolazione in forma organizzata della immigrazione clandestina e dell’ingresso illegale nel territorio nazionale di cittadini extracomunitari sono ritenute di interesse pubblico.

Le evidenze investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e, pertanto, per gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza – in base agli artt. 27 della Costituzione, 6 della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo, 47 e 48 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea – nonché la possibilità per i medesimi di far valere, in ogni fase del procedimento, la propria estraneità ai reati per cui si procede, fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.

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