Di Luca Franceschi
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La politica italiana si trova di fronte a una questione improcrastinabile: quella della giustizia sociale e fiscale. In un contesto dove 5,7 milioni di persone vivono in povertà assoluta, oltre 6 milioni di cittadini rinunciano alle cure a causa delle liste d’attesa o dei vincoli economici, i salari rimangono tra i più bassi d’Europa e il potere d’acquisto ha subito una contrazione del 7,8% negli ultimi tre anni, diventa urgente intervenire con una riforma fiscale che alleggerisca il carico tributario sul ceto medio e lo aumenti proporzionalmente per gli iper milionari e i miliardari.
Nel nostro Paese risiedono 79 miliardari che complessivamente dispongono di una ricchezza pari a 357 miliardi di euro. Secondo Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, è legittimo chiedersi se richiedere un contributo di solidarietà a chi possiede patrimoni enormi rappresenti davvero uno scandalo. Lo scandalo autentico, sostiene, è che lavoratori dipendenti, pensionati e ceto medio continuino a sobbarcarsi il peso principale della fiscalità, mentre le grandi ricchezze rimangono sostanzialmente al riparo da prelievi significativi.
Bonelli critica aspramente l’operato del governo Meloni, paragonandolo alla figura dello sceriffo di Nottingham: da un lato tutela i privilegi di pochi super ricchi, dall’altro scarica l’onere fiscale su chi vive del proprio lavoro. La proposta alternativa riguarda una riduzione delle tasse per il ceto medio, evidenziando un’iniquità strutturale del sistema: chi ha un reddito imponibile di 50mila euro paga un’aliquota Irpef del 43%, identica a quella applicata a chi percepisce 50 milioni di euro.
La destra, continua Bonelli, persevera nel proteggere 79 miliardari che controllano 357 miliardi di euro, mentre milioni di persone faticano a raggiungere la fine del mese o sacrificano l’accesso alle cure mediche. La visione alternativa proposta è quella di un Paese dove chi possiede più risorse contribuisce maggiormente, meccanismo ritenuto fondamentale per ridurre le disuguaglianze e consolidare la coesione sociale.
Nel contesto del centrosinistra, Bonelli auspica l’apertura di un dibattito consapevole su questi temi, ritenendo che l’Italia rappresenti una nazione caratterizzata da profonda ingiustizia sociale. Secondo il deputato, PD e M5S dovranno confrontarsi con AVS sulla necessità di una riforma fiscale più equa, poiché la maggioranza degli italiani richiama l’attenzione sulla necessità di un sistema tributario più giusto.
