Di Luca Franceschi
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Il governo Meloni ha destinato 40 miliardi di euro dai bilanci pubblici nel corso di tre anni e mezzo per cercare di contenere il costo dell’energia. Secondo Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, quella spesa avrebbe potuto essere impiegata diversamente, ad esempio per risolvere la crisi delle liste d’attesa nel servizio sanitario nazionale, che attualmente impedisce a circa 6 milioni di italiani di accedere alle cure necessarie.
Nel medesimo arco temporale, tuttavia, le aziende del settore energetico hanno conseguito profitti superiori a 70 miliardi di euro. Secondo Bonelli, l’esecutivo ha scaricato il peso della crisi energetica sui cittadini, contemporaneamente tutelando i margini di guadagno straordinari delle grandi società del comparto.
Bonelli sottolinea come il governo abbia inoltre frenato l’espansione delle fonti energetiche rinnovabili. Nel 2022 numerose imprese avevano sottoposto un progetto per la realizzazione di 60 GW di nuova capacità rinnovabile, che avrebbe consentito all’Italia di diminuire l’importazione di 15 miliardi di metri cubi annuali di gas naturale, equivalenti al quantitativo acquisito da Qatar e Stati Uniti. Il progetto rimane archiviato nelle sedi governative.
Unicamente attraverso il decreto carburanti, in tre mesi sono stati erogati oltre 2 miliardi di euro, determinando una riduzione di risorse anche per il comparto dei trasporti collettivi. Piuttosto che concentrarsi sugli interventi che effettivamente abbassano il costo dell’energia, l’esecutivo persiste nel promuovere il ricorso all’energia nucleare, ipotizzando benefici concreti in un orizzonte temporale di venti anni. Una scelta che Bonelli giudica irresponsabile, in quanto mantiene famiglie e realtà imprenditoriali ancorate alla dipendenza dalle risorse fossili e dalle fluttuazioni speculative del mercato energetico.
Concludendo, Bonelli evidenzia come il governo sia privo di una visione strategica coerente nel settore energetico e gestisca le questioni in maniera improvvisata, giorno dopo giorno.
