(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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PARI OPPORTUNITÀ. L’EMILIA-ROMAGNA RINNOVA IL PROPRIO SOSTEGNO ALLE DONNE VITTIME DI VIOLENZA INSERITE IN UN PERCORSO DI RECUPERO E AI LORO FIGLI E FIGLIE: STANZIATI 900MILA EURO PER GARANTIRE IL SUPPORTO PSICOLOGICO NECESSARIO.
L’ASSESSORA ALLEGNI: “LE RISORSE RISPONDONO A UN BISOGNO CHE RICHIEDE TEMPO, CURA, COMPETENZA E CONTINUITÀ. AIUTARE LE DONNE E I LORO FIGLI IN QUESTO PERCORSO È UNA PRIORITÀ PER NOI ED È UN IMPEGNO CHE RIGUARDA TUTTI”
Via libera dalla Giunta alle risorse che saranno trasferite a Comuni e Unioni di Comuni sedi di Centri antiviolenza per coprire le spese dei percorsi terapeutici condotti da professionisti iscritti all’Ordine degli Psicologi, attività di psicomotricità per minori e mediazione interculturale.
Favorire il recupero psicologico e l’uscita dalla violenza, rafforzando l’autonomia e il benessere. La Regione Emilia-Romagna è ancora una volta al fianco delle donne vittime di violenza e dei loro figli e figlie sostenendo il supporto psicologico.
La Giunta ha stanziato 900mila euro per il biennio 2026-2027 (400mila per il 2026 e 500mila per il 2027) per sostenere i percorsi di uscita dalla violenza, riconoscendo il ruolo centrale dell’assistenza psicologica nel recupero dell’equilibrio personale e familiare compromesso dagli abusi.
“Per la Regione Emilia-Romagna- sottolinea l’assessora alle Pari opportunità, Gessica Allegni- sostenere le donne, i loro figli e le loro figlie nel percorso psicologico di uscita dalla violenza è un impegno concreto, un modo per camminare accanto a loro affinché possano recuperare autonomia. Vogliamo dare una risposta a chi non può essere lasciato solo. Le risorse messe a disposizione rispondono a un bisogno che richiede tempo, cura, competenza e continuità. Aiutare le donne e i loro figli in questo percorso di rinascita è una priorità per noi ed è un impegno che riguarda tutte e tutti”.
L’intervento, al suo terzo anno di attuazione, nasce dall’esigenza, emersa nel confronto con gli enti locali e le associazioni che gestiscono i centri antiviolenza, di affiancare ai servizi di protezione e accompagnamento anche un sostegno psicologico strutturato, considerato essenziale nei percorsi di uscita dalla violenza. Inoltre, si inserisce nel quadro delle politiche regionali contro la violenza di genere e rafforza una misura già sperimentata con esiti positivi, ampliando l’accesso ai percorsi di supporto psicologico e migliorando l’integrazione tra servizi territoriali.
I fondi saranno assegnati a Comuni e Unioni di Comuni sede di Centri antiviolenza, sulla base della popolazione residente nei rispettivi territori con riferimento al 1^ gennaio 2025, che potranno individuare le modalità di erogazione del servizio in collaborazione con il Centro antiviolenza dell’ambito territoriale di riferimento. I fondi possono essere utilizzati fino al 31 dicembre 2026 per la prima quota (con possibilità di prorogare il termine di utilizzo) e fino al 31 dicembre 2027 per la seconda.
Le risorse serviranno a potenziare i servizi di sostegno psicologico per donne inserite in percorsi di fuoriuscita dalla violenza, figli e figlie che hanno subito o assistito a situazioni di abuso.
Le somme finanziano prestazioni psicologiche svolte da professionisti iscritti all’Ordine degli psicologi, nonché interventi di psicomotricità per minori e mediazione interculturale quando necessaria. È prevista anche la possibilità di rimborsare direttamente le utenti per sedute in libera professione, fino a 60 euro per seduta e a un massimo di 3.000 euro per beneficiaria/o. Le attività devono essere aggiuntive rispetto ai servizi già finanziati attraverso il Fondo nazionale per le pari opportunità ed il fondo è incompatibile con il riconoscimento del bonus psicologo Inps.
L’erogazione avverrà in due annualità, ciascuna articolata in un anticipo del 20% e un saldo subordinato alla rendicontazione delle spese e alla relazione sulle attività svolte.
