Di Luca Franceschi
///
Il Tribunale amministrativo regionale della Puglia ha bloccato una delibera della Giunta regionale relativa agli ulivi, confermando così la tutela del patrimonio olivicolo pugliese. A commentare la sentenza depositata il 1° giugno è Lino Ricchiuti, dirigente di Fratelli d’Italia, che definisce la decisione dei giudici un “atto di giustizia sacrosanto”.
Secondo Ricchiuti, gli ulivi rappresentano molto più che semplici alberi: incarnano la storia, l’identità e lo sforzo quotidiano di chi lavora nei campi. La sentenza del Tar ha smantellato quello che viene descritto come un tentativo della Regione Puglia, amministrata dal centro-sinistra per due decenni, di aggirare le normative nazionali e i divieti statali sull’espianto degli ulivi per favorire multinazionali dell’energia che si presentano come sostenibili.
La decisione si allinea perfettamente con il Decreto Agricoltura promosso dal Ministro Lollobrigida, volto a contrastare il consumo indiscriminato di suolo e proteggere la sovranità alimentare italiana. Ricchiuti sottolinea come la proposta di trasformare gli uliveti in distese industriali costituirebbe un insulto inaccettabile agli agricoltori pugliesi, già provati dalla Xylella.
Secondo il dirigente di Fratelli d’Italia, gli ulivi in difficoltà vanno curati, rigenerati e piantati nuovamente, non ceduti al miglior offerente sotto il pretesto di una finta transizione ecologica. Lo Stato viene descritto come un pilastro fondamentale nella difesa dell’eccellenza dell’olivicoltura italiana, i cui frantoi continuano a produrre oli di qualità riconosciuta globalmente.
Il governo Meloni ha intensificato i controlli nel settore agroalimentare, smascherando frodi colossali e bloccando importazioni di olio estero adulterato con sostanze chimiche e spacciato illegittimamente come extravergine italiano puro. Fratelli d’Italia dichiara di rimanere in prima linea per proteggere chi produce con orgoglio e rischia per difendere il proprio territorio, respingendo ogni forma di speculazione energetica o commerciale. La tutela del patrimonio agricolo viene confermata come priorità assoluta, fiera e non negoziabile.
