Di Luca Franceschi
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Secondo il senatore Marco Lisei, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Affari costituzionali, l’inchiesta condotta da Il Tempo rivela una situazione profondamente preoccupante. I certificati di inidoneità al trattenimento nei Cpr, rilasciati a immigrati a seguito di visite sanitarie, rappresenterebbero non un episodio circoscritto a Ravenna, ma la manifestazione di un problema nazionale ben più ampio.
Emerge infatti l’esistenza di una rete di medici dislocata su tutto il territorio italiano, accusati di emettere con estrema superficialità questi documenti al fine di impedire i rimpatri degli stranieri. Secondo Lisei, dietro queste condotte si celerebbero motivazioni ideologiche legate a un’ottica immigrazionista e a istanze anti-nazionali che avrebbero portato numerosi professionisti a compromettere l’etica della loro professione mediante la firma di certificati privi di fondamento.
Nel solo capoluogo ravennate, sessantaquattro stranieri destinatari di ordinanze di rimpatrio avrebbero ottenuto tali certificati attraverso questo sistema. Il capogruppo auspica che l’attività investigativa della Procura sia sufficientemente approfondita affinché i medici responsabili di questi comportamenti rispondano legalmente e il meccanismo illegittimo sia definitivamente disarticolato.
Lisei rivolge inoltre un appello agli esponenti della sinistra, definiti “legalitari ad intermittenza”, affinché esprimano una netta condanna nei confronti di questi professionisti che, a suo giudizio, avrebbero tradito i doveri della propria categoria.
