Di Luca Franceschi
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Giorgia Meloni ha messo a rischio la stabilità dell’Italia per salvaguardare la propria posizione politica. Ha accettato il ricatto di Trump riguardante l’impegno a destinare il 5% del Pil alle spese militari, un obiettivo che comporterà un esborso superiore a 40 miliardi di euro annui fino al 2035. Sebbene la premier rinunci a circa 10 miliardi di prestiti europei destinati agli armamenti, l’impegno complessivo sul riarmo rimane invariato. Saranno le famiglie e le imprese italiane a pagare il prezzo di questa decisione.
È così che Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde, commenta la linea del governo sulla questione militare. L’esponente dell’opposizione definisce la scelta profondamente irresponsabile, poiché si aggiunge al fallimento della politica energetica dell’esecutivo: tariffe elettriche elevate, persistente dipendenza dal gas naturale e significativi ritardi nel settore delle energie rinnovabili.
Per questi motivi, sostiene Bonelli, Meloni sta accelerando i tempi sulla riforma della legge elettorale e sta puntando a indire elezioni anticipate tra ottobre e novembre. La premier sa bene che rimanendo a capo del governo dovrebbe presentare una manovra finanziaria caratterizzata da pesanti sacrifici per garantire i fondi necessari ai nuovi impegni assunti sul riarmo. Inoltre, è consapevole che la sua riforma elettorale presenta criticità costituzionali e desidera andare al voto prima che la Corte costituzionale si pronunci sulla questione.
Secondo Bonelli, la retorica della premier sta progressivamente perdendo credibilità. Nel contempo, la gestione governativa sta consegnando agli italiani un Paese caratterizzato da maggiore povertà e ingiustizia sociale.
