Di Luca Franceschi
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I deputati del Movimento 5 Stelle intervengono con forza sulla vicenda che vede coinvolto il deputato Delmastro, sollevando interrogativi sulla sua disponibilità a concedere l’autorizzazione per l’acquisizione delle chat con un soggetto sotto indagine.
Secondo quanto dichiarato dai parlamentari pentastellati, il deputato avrebbe sostenuto di essere all’oscuro della situazione che lo riguarda, affermando di aver “scoperto” solo di recente di essere socio in affari con un individuo accusato di essere prestanome e riciclatore del clan Senese. Questo nonostante anni di indagini e sentenze non ancora definitive avessero fatto emergere tale collegamento.
La questione si fa ora più delicata. I magistrati che stanno conducendo le indagini proprio sull’ex socio di Delmastro hanno richiesto l’autorizzazione per acquisire le conversazioni in chat intercorse tra i due. Da queste comunicazioni potrebbero emergere elementi rilevanti per il prosieguo dell’indagine penale in corso.
I rappresentanti del Movimento 5 Stelle lanciano quindi una sfida diretta. Se Delmastro sostiene di non aver compreso la natura delle sue frequentazioni e dei suoi rapporti d’affari durante il periodo in cui ricopriva l’incarico di sottosegretario alla Giustizia, non avrebbe alcun motivo per opporsi alla concessione dell’autorizzazione richiesta dalla magistratura. Di conseguenza, non dovrebbe nemmeno sollecitare la sua maggioranza parlamentare a negare tale autorizzazione.
La posizione dei parlamentari del M5S è netta. Sul tema dei rapporti tra politica e organizzazioni criminali che stanno infiltrando l’economia italiana è necessaria la massima trasparenza. Solo attraverso una chiarezza assoluta sarà possibile fare luce su collegamenti e dinamiche che rischiano di compromettere la credibilità delle istituzioni e la legalità del tessuto economico del Paese.
