(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il Presidente del Senato Ignazio La Russa e il Ministro della Cultura Alessandro Giuli inaugureranno alle ore 17.30 di domani, a Palazzo della Minerva, l’esposizione del “Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini”, l’opera di Caravaggio acquisita dallo Stato italiano nel marzo scorso.
Per il grande artista si tratta di un “temporaneo ritorno a casa”. Per il Senato è invece una nuova straordinaria iniziativa dedicata alla cultura e all’arte del nostro Paese.
Michelangelo Merisi da Caravaggio, ricorda infatti il Presidente La Russa, «fu a palazzo Madama e a palazzo Giustiniani molto prima che queste antiche dimore divenissero sede del Senato. La scelta di esporre presso la Camera alta una sua importante opera – aggiunge La Russa – è perciò un seppur temporaneo ritorno a casa. Il giovane pittore visse presso il cardinale Francesco Maria del Monte, che aveva preso in affitto palazzo Madama dal granduca Ferdinando de’ Medici, suo protettore, e vi abitò per un quarantennio, dal 1589 fino alla morte nel 1626».
L’iniziativa conferma e rafforza la collaborazione tra il Senato della Repubblica e il Ministero della Cultura, già consolidata attraverso importanti eventi espositivi. Negli ultimi mesi, infatti, nell’ambito delle celebrazioni per gli 80 anni della Repubblica, il Senato ha ospitato:
– la Bibbia di Borso d’Este dalle Gallerie Estensi di Modena, che il Santo Padre Leone XIV visitò in forma privata il 18 dicembre 2025;
– la mostra “Il volto delle donne”, tuttora in corso, che racconta secoli di arte, talento ed ingegno femminile, attraverso le opere di artiste eccellenti e le vite delle Madri Costituenti;
– l'”Ecce Homo” di Antonello da Messina dal 27 marzo al 7 aprile.
«È un fatto denso di significati – afferma il Presidente La Russa – che l’esposizione di un’opera così importante, appena acquisita al patrimonio dello Stato, abbia luogo negli spazi del Senato della Repubblica. Offriamo agli italiani e a tutti gli appassionati di bellezza un’occasione unica di incontro con un capolavoro che testimonia la grandezza della nostra storia artistica e il valore della sua tutela».
«Questa acquisizione – dichiara il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli – si inserisce in una strategia precisa: intercettare opere di eccezionale importanza prima che vengano assorbite dai circuiti del collezionismo privato internazionale e restituirle alla piena disponibilità pubblica. È accaduto anche con l'”Ecce Homo”: due operazioni diverse, ma accomunate dalla medesima visione. Quella di uno Stato che investe nella cultura come bene comune, a vantaggio dei cittadini e delle generazioni future, e che considera la nostra ricchezza artistica non soltanto un’eredità del passato, ma uno strumento vivo di identità, conoscenza e coesione».
L’opera di Caravaggio sarà esposta dal 28 maggio al 21 giugno nella Sala Capitolare della Biblioteca del Senato, a Palazzo della Minerva, con accesso libero dal lunedì al venerdì, dalle ore 10 alle ore 20; il sabato e la domenica e nella festività del 2 giugno, l’apertura è dalle 10 alle 18. Si tratta della prima esposizione al pubblico dopo l’acquisizione e prima che il “Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini” venga consegnato alla sua sede definitiva, le Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma, a Palazzo Barberini.
In questa occasione, la Sala Capitolare esporrà al pubblico per la prima volta anche una eccezionale documentazione proveniente dall’Archivio di Stato di Roma: 3 registri giudiziari che riguardano il grande artista. In particolare, il verbale di interrogatorio, datato 4 maggio 1598, svoltosi nel carcere di Tor di Nona, dove Caravaggio era detenuto. L’arresto era avvenuto la notte precedente tra piazza Madama e piazza Navona. L’artista afferma di essere stato arrestato perché armato di spada, ma afferma anche di averne licenza in quanto pittore al servizio del cardinal Del Monte, presso il quale abita e dal quale riceve uno stipendio.

