(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“La decisione odierna della Corte Costituzionale rappresenta un importante punto di chiarezza per l’Autonomia della Sardegna: la Consulta ha ribadito che le leggi regionali devono essere pienamente rispettate e applicate da ogni amministrazione dello Stato finché non intervenga un giudizio di legittimità costituzionale”.
Così l’assessore degli Enti locali e Urbanistica, Francesco Spanedda, commenta la sentenza n. 88/2026 che ha portato all’annullamento di sei decreti di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) emessi dal Ministero dell’Ambiente, sui quali la Regione aveva presentato ricorso.
“I decreti annullati avevano ignorato la nostra legge regionale n. 20/2024, volta a pianificare l’inserimento degli impianti rinnovabili nel nostro territorio.
Con questa sentenza non solo sono confermate ulteriormente l’efficacia e la vigenza della L.R. 20, per quanto modificata dalle sentenze della Corte Costituzionale, ma viene ripristinato il corretto ordine delle competenze: lo Stato non può agire in via amministrativa ignorando la normativa vigente della Regione”.
“Questa pronuncia non va letta come un freno allo sviluppo delle energie rinnovabili, ma come la conferma che tale sviluppo deve avvenire all’interno di una cornice di legalità e di rispetto per le prerogative di pianificazione del territorio della Sardegna”.
“Il nostro obiettivo resta una transizione energetica ordinata, condivisa e conforme alle regole che la nostra Isola, legittimamente, ha deciso di darsi per proteggere il proprio paesaggio e le attività che esso ospita, come ad esempio l’agricoltura”.
