Di Luca Franceschi
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Alessandro Urzì, deputato e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia del Trentino Alto Adige, torna a criticare aspramente la decisione delle autorità tirolesi di autorizzare una manifestazione ambientalista che comporterà la chiusura totale della circolazione stradale sul lato austriaco del Brennero per otto ore, dalle 11 alle 19, nella giornata del 30 maggio. La scelta viene definita “grave e incomprensibile”, tanto più che coincide con il ponte del 2 giugno e una giornata caratterizzata da “bollino nero” per il traffico.
L’esponente di FdI ha rivolto nuovamente appelli al governo italiano affinché valuti tutti i margini ancora disponibili per convincere le autorità austriache a riconsiderare l’autorizzazione. In caso contrario, chiede chiarimenti sugli interventi che verranno predisposti per contenere le conseguenze disastrose che si verificheranno sul versante italiano del confine.
Il Brennero rappresenta il principale corridoio europeo nord-sud per il traffico commerciale e turistico. Secondo i dati più recenti, nel fine settimana transitano quotidianamente lungo questo corridoio decine di migliaia di veicoli, con una media superiore ai 70 mila passaggi giornalieri, inclusi migliaia di mezzi pesanti. La tratta del Brennero mobilita il 10% dell’import-export italiano, rendendo particolarmente critico qualsiasi blocco della circolazione.
L’A22 ha già previsto conseguenze catastrofiche derivanti dalla chiusura. Sul versante italiano si prospettano inevitabili problematiche di ordine pubblico e sicurezza, con possibili paralisi della circolazione fino verso Verona, difficoltà nella gestione delle emergenze, rallentamenti dei mezzi di soccorso e forti disagi per cittadini e famiglie in viaggio durante un fine settimana già critico di per sé.
Urzì sottolinea inoltre il contrasto con l’approccio seguito durante una manifestazione organizzata dalla Coldiretti sul versante italiano del Brennero, che pur avendo visto una partecipazione massiccia, si era svolta senza blocchi della circolazione né particolari disagi per automobilisti e autotrasportatori. “Manifestare e garantire i diritti alla mobilità si può”, conclude l’esponente di FdI, “e non si capisce perché questo principio non sia stato attuato anche dall’Austria”.
