Di Luca Franceschi
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Rifondazione Comunista esprime una forte condanna nei confronti dell’incriminazione di Raul Castro, promossa dal governo degli Stati Uniti. Castro, descritto come eroe della rivoluzione cubana insieme al fratello Fidel ed Ernesto Che Guevara, viene perseguito per un crimine che Washington non riesce a perdonare: aver condotto una rivoluzione che è diventata punto di riferimento per i movimenti di liberazione in tutta l’America Latina e nel sud del mondo, resistendo per decenni all’assedio internazionale.
Secondo il partito, si tratta dell’ennesima provocazione messa in atto dall’amministrazione Trump e da Marco Rubio in preparazione di un’aggressione militare contro l’isola caraibica. Il fascismo nordamericano prosegue nella sua campagna di accuse infondate, presentando Cuba come promotrice di terrorismo, minaccia per gli Stati Uniti e persino come nazione pronta a lanciare attacchi militari contro il territorio americano.
Lo spostamento della portaerei Nimitz nei Caraibi viene interpretato come una vera e propria dichiarazione di guerra. Per questo motivo, Rifondazione Comunista chiede a tutte le forze democratiche e antifasciste di schierarsi in difesa della sovranità e dell’indipendenza di Cuba, opponendosi all’escalation dell’aggressione imperialista, esigendo la revoca immediata del blocco economico e contrastando la minaccia di intervento militare.
Rifondazione Comunista invita alla partecipazione alla manifestazione unitaria in programma giovedì 28 maggio a Roma davanti all’Ambasciata degli Stati Uniti, e promuove iniziative analoghe presso consolati e installazioni militari. Per il 7 giugno è stata convocata a Roma presso il Nuovo Cinema Palazzo un’assemblea nazionale unitaria dedicata a Cuba, con inizio alle ore 10.
Il partito comunista conclude il comunicato esprimendo la più totale solidarietà internazionalista e antifascista nei confronti del compagno Raul Castro, del partito comunista, del governo e del popolo cubano, sottolineando che Cuba non è sola in questa battaglia.
