Settantacinque anni dopo l’arrivo delle prime famiglie trentine sulle coste del Cile, la Provincia autonoma di Trento ha organizzato una missione istituzionale guidata dall’assessore provinciale Mattia Gottardi per commemorare lo sbarco dei primi emigranti partiti dal Trentino nel 1951. La delegazione, che comprende anche i consiglieri provinciali Walter Kaswalder e Michele Malfer e il direttore della Fondazione Museo Storico del Trentino Giuseppe Ferrandi, sta incontrando le comunità trentine di Santiago del Cile, Copiapó, Coquimbo e La Serena, ancora profondamente legate alle proprie radici.
La missione intende rafforzare il rapporto con le comunità nate dall’emigrazione trentina e valorizzarne il patrimonio culturale, sociale e identitario, incontrando le associazioni Trentini nel mondo e Unione famiglie trentine all’estero. Nel corso della commemorazione a Coquimbo, Gottardi ha ricordato il sacrificio affrontato dalle famiglie partite dal Trentino in cerca di una nuova vita, sottolineando come 75 anni fa i sentimenti fossero completamente diversi da oggi: paura, dolore, lacrime e l’abbandono delle montagne, dei paesi e degli affetti.
L’emigrazione trentina verso La Serena iniziò ufficialmente il 19 aprile 1951, quando le prime venti famiglie affrontarono un viaggio di trenta giorni via mare. Le colonie agricole dovettero confrontarsi con terreni difficili e condizioni economiche complesse. Molti emigrati si reinventarono lavorando nel trasporto merci, nelle miniere o avviando attività artigianali e commerciali. Nonostante le difficoltà iniziali, la comunità trentina riuscì progressivamente a integrarsi e a contribuire allo sviluppo economico e culturale della Regione di Coquimbo. Oggi nell’area di La Serena-Coquimbo vivono circa 2.000 persone con passaporto italiano.
La delegazione ha visitato anche Copiapó, città di circa 160 mila abitanti nel nord del Cile, nata e cresciuta attorno all’attività mineraria del rame, dove si trasferirono tra il 1953 e il 1956 alcune delle famiglie trentine arrivate inizialmente a La Serena. Qui è stata visitata la Scuola Italiana Giuseppe Verdi, nata grazie all’impegno della comunità italiana e trentina locale, dove è stato ricordato il ruolo decisivo degli emigrati nello sviluppo economico, sociale e culturale della città e nella creazione di istituzioni educative capaci di mantenere viva la lingua e la cultura italiana.
La delegazione ha poi raggiunto la Scuola Italiana Alcide De Gasperi, fondata nel 1991 dalla comunità trentina di La Serena e oggi frequentata da circa 640 studenti. Nel 2017 è stato inaugurato il nuovo “Polo delle Scienze”, realizzato anche grazie al cofinanziamento della Provincia autonoma di Trento. Gottardi ha sottolineato come quello che si vede oggi a La Serena e in questa comunità sia l’impronta dei trentini, il sudore di chi ha lasciato il segno, affrontando le difficoltà con spirito di sacrificio, senso del dovere e capacità di guardare oltre i problemi.
L’assessore ha evidenziato il valore delle scuole italiane nate grazie alle comunità trentine, descritte come espressione della volontà di raccontare e custodire le radici, l’identità e il senso di appartenenza, affinché non andassero perduti nelle nuove generazioni. Nel suo intervento ha rivolto un messaggio simbolico alle comunità trentine del Cile: “Il Trentino è come un grande albero. Le radici sono rimaste nei paesi da cui siete partiti 75 anni fa, ma voi siete i fiori e le foglie, siete la parte più bella di quell’albero”.
Durante una cerimonia, l’assessore Gottardi ha scoperto una targa commemorativa dedicata alla memoria di Fabrizio Bortolotti Cristele, nato a Meano di Trento nel 1930 e scomparso a La Serena nel 2024, definito “Pittore Emigrante Trentino”. La targa esprime profonda gratitudine per i suoi dipinti donati all’istituto: opere dedicate a Cile e Italia, i due Paesi che formano l’identità della comunità, che oggi impreziosiscono la scuola, contribuendo alla crescita culturale, umana e spirituale di tutti gli studenti.

