(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Commissione speciale Hydro Dolomiti. Zeni in Commissione: Dolomiti Energia nata da una visione territoriale.
La Commissione speciale di indagine sulla Hydro Dolomiti Energia, presieduta da Andrea de Bertolini, si è riunita nel pomeriggio odierno per l’audizione di Luciano Zeni, già presidente di Acsm spa, ascoltato nell’ambito dell’attività di approfondimento e ricostruzione della storia della società, prevista dalla deliberazione del Consiglio provinciale 1 dell’8 aprile 2025.
Le origini di Dolomiti Energia tra territorio, autonomia e beni comuni
Nel corso dell’audizione Zeni ha ripercorso le principali tappe storiche che portarono alla nascita di Dolomiti Energia e alla successiva aggregazione societaria nel settore energetico trentino. L’ex presidente di ACSM ha parlato di “un periodo molto significativo” della propria esperienza professionale, ricordando come il progetto di Dolomiti Energia nacque tra il 1998 e il 2002 da una precisa volontà politica, ma affondasse le proprie radici in una storia molto più antica, legata alla gestione territoriale dell’energia come bene comune.
La prima centralina idroelettrica in Primiero risale infatti al 1901, mentre nel 1927 la società “Azienda elettrica” divenne completamente pubblica grazie all’acquisizione delle quote da parte dei Comuni. Nel suo intervento Zeni ha quindi ripercorso le successive trasformazioni societarie e industriali: dalla nascita di ACSM nel 1994 all’ampliamento degli impianti e della capacità produttiva, fino agli accordi con Enel e alla progressiva ridefinizione della governance energetica locale. Un passaggio chiave, ha ricordato, fu l’accordo del 1988 tra Provincia autonoma di Trento ed Enel per il subentro nelle concessioni idroelettriche alla loro scadenza.
Più volte Zeni ha richiamato il tema dell’autonomia territoriale e della gestione locale dell’energia, sottolineando il ruolo svolto dai Comuni, in particolare quelli periferici e del Tesino, nella costruzione di un sistema fondato sulla partecipazione diffusa degli enti locali e sul forte radicamento territoriale delle società energetiche.
Secondo Zeni, tra gli anni Novanta e Duemila il settore fu però investito da profondi cambiamenti normativi ed economici, legati alla liberalizzazione del mercato energetico e all’emergere di nuove logiche competitive. In questo contesto maturò il percorso di aggregazione societaria culminato nel 2005, quando ACSM venne valutata da un advisor internazionale nell’ambito dell’operazione che portò al rafforzamento industriale del gruppo.
Nel corso dell’audizione Zeni ha ribadito più volte il valore dei beni comuni e della gestione pubblica dei servizi energetici, sostenendo la necessità di mantenere un equilibrio tra mercato, interesse collettivo e controllo territoriale delle risorse energetiche.
Andrea de Bertolini ha ringraziato Zeni per aver tracciato le tappe di “un’esperienza esemplare”, nata da quello che ha definito un “coraggio visionario” in un periodo in cui la portata di quel percorso poteva essere soltanto intuita. “Orgoglio” e “gratitudine” le parole chiave richiamate dal presidente della Commissione, che ha inoltre sottolineato l’importanza della titolarità del demanio idrico da parte della Provincia autonoma di Trento, chiedendo a Zeni se, tornando indietro, modificherebbe l’approccio seguito in quegli anni.
“Non tornerei indietro nemmeno di un passo”, ha risposto Zeni, sottolineando come il percorso compiuto abbia permesso anche a un territorio periferico di esprimere un progetto diventato, attraverso ACSM, definita “un volano in mano ai Comuni”, uno strumento di crescita e un modello riconosciuto a livello nazionale. L’ex presidente ha ribadito il legame tra autonomia, gestione locale dell’energia ed economia montana, sostenendo che mantenere sul territorio il controllo di risorse strategiche rappresenti un elemento essenziale per sostenere agricoltura, turismo e sviluppo delle comunità locali, pur senza negare il peso crescente delle logiche di business.
Sono quindi intervenuti i consiglieri Vanessa Masè, Antonella Brunet, Mirko Bisesti ed Eleonora Angeli, che hanno espresso apprezzamento per il contributo offerto al territorio dalla gestione pubblica del sistema energetico e per le ricadute non solo economiche generate nel tempo.
Rispondendo a una domanda di Bisesti sui rapporti sviluppati negli anni con Dolomiti Energia, Zeni ha parlato di un dialogo “sempre proficuo e trasparente”, fondato su lealtà e correttezza professionale, pur in presenza di visioni talvolta differenti. Sollecitato invece da Angeli sul tema etico legato alla gestione di un bene pubblico, Zeni ha osservato di non conoscere le motivazioni precise dei venti soci che nel 1901 diedero vita all’embrione della società, ma ha riconosciuto la lungimiranza di chi comprese il valore strategico dell’utilizzo di un bene pubblico per produrre energia elettrica a beneficio dell’intera comunità.

