Di Luca Franceschi
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La medicina difensiva rappresenta oggi una delle principali criticità del sistema sanitario italiano, con costi enormi per lo Stato e pesanti ripercussioni sui cittadini. A lanciare l’allarme è Marianna Ricciardi, Capogruppo del Movimento 5 Stelle in Commissione Affari Sociali, che ha affrontato il tema nel corso di una conferenza stampa alla Camera.
“Prima ancora che da parlamentare, da medico ho vissuto sulla mia pelle cosa significa lavorare di fronte al problema della medicina difensiva”, ha dichiarato Ricciardi. Le stime fornite parlano chiaro: il costo della medicina difensiva oscilla tra i 10 e i 15 miliardi di euro ogni anno, mentre l’impatto sulle liste d’attesa varia dal 25% al 40%.
Secondo la parlamentare pentastellata, se la politica riuscisse a limitare questo problema, si otterrebbe un duplice beneficio: da un lato un significativo risparmio per le casse dello Stato, dall’altro un notevole miglioramento dei tempi di attesa per i cittadini che necessitano di cure e prestazioni sanitarie.
Ma le conseguenze della medicina difensiva non si fermano qui. Alcune specializzazioni mediche stanno perdendo di attrattività proprio perché sono più esposte al rischio di contenziosi legali. I medici sanno che, scegliendo determinate specializzazioni, almeno una volta nella vita verranno coinvolti in una vicenda giudiziaria e potranno anche andare incontro a un processo.
“Certo, nel 95% dei casi si concluderà con un’assoluzione, ma il problema non nasce dalle condanne”, ha precisato Ricciardi. La vera questione è la paura del processo stesso, dei suoi costi, delle energie e del tempo che richiederà. Questa paura spinge i medici a prescrivere esami che non prescriverebbero se si sentissero più tutelati, mentre contemporaneamente il cittadino si trova davanti a liste d’attesa più lunghe e deve sottoporsi a esami non necessari.
La soluzione proposta dalla Capogruppo del M5S passa attraverso un cambiamento di paradigma culturale: è necessario passare da una cultura che ricerca la colpa a una cultura dell’errore. I medici, come tutti gli esseri umani, possono sbagliare. La colpevolizzazione del medico non porterà da nessuna parte e genera storture pericolose, come la necessità di nascondere l’errore.
Si tratta di un approccio sbagliato che non consente di imparare dall’errore, il quale dovrebbe invece rappresentare un’occasione di apprendimento e crescita per l’intero sistema sanitario.
“Siamo di fronte a una scelta”, ha concluso Ricciardi. “Continuare in questa direzione e perdere completamente il Servizio sanitario nazionale, oppure cambiare cultura”. Per questo motivo il Movimento 5 Stelle lancerà un tavolo di lavoro che porterà a elaborare una proposta concreta per trovare soluzioni a questo problema, nell’interesse dei medici, dei pazienti e dello Stato.
