Di Luca Franceschi
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Nel giorno del decimo anniversario dell’attentato con cui un commando mafioso tentò di uccidere Giuseppe Antoci, i rappresentanti del Movimento 5 Stelle hanno espresso la loro vicinanza all’ex presidente del Parco dei Nebrodi.
Quel gesto atroce arrivò dopo un importante lavoro svolto da Antoci nel contrasto alle infiltrazioni mafiose nei fondi europei, ma non fermò l’impegno pubblico di Giuseppe.
Da quella battaglia per la legalità nacque il protocollo pubblico che istituzionalizzò le buone pratiche portate avanti nel Parco dei Nebrodi.
In questi dieci anni Antoci si è impegnato come e più di prima per la diffusione della cultura della giustizia e del rispetto della legge e per l’aggiornamento normativo del contrasto al crimine.
Oggi il suo lavoro da eurodeputato del Movimento 5 Stelle è quanto mai prezioso perché le organizzazioni mafiose non conoscono confini nazionali e nemmeno continentali.
La sua reazione alle minacce rappresenta un esempio concreto di come si debba reagire di fronte alla criminalità organizzata.
Chi oggi vuole combattere efficacemente la criminalità organizzata deve affrontare a testa alta non solo la sua versione militare, ma soprattutto quella che si nasconde dietro eleganti ambienti istituzionali, economici e finanziari.
